"Vamos a la playa" e la catastrofe nucleare - 3/4
Al centro dell’intervista c’è ovviamente la genesi del tormentone Vamos a la playa. Un brano che nasconde un testo cupo su una catastrofe nucleare, trasformato dai produttori La Bionda in un successo commerciale per via delle sue potenzialità radiofoniche. “In realtà è un inno alla resilienza!”, precisa Righeira. “Il concetto è: che cazzo ce ne frega, se scoppia la bomba andiamo in spiaggia lo stesso. Diventeremo blu invece che marroni, l’acqua sarà fluorescente e sarà tutto bellissimo. Certo, il demo originale era molto più cupo della versione diventata famosa”.
Oggi l’artista nutre dubbi sulla possibilità che un brano simile possa replicare la medesima longevità: “Sono contento di essere nato 66 anni fa e di aver fatto la canzone 43 anni fa. Perché, se la facessi oggi, non so proprio se tra altri 43 anni qualcuno continuerebbe ad ascoltarla. Il mio successo di massa è stato un incidente, un imprevisto! Io sono nato nell’underground e pensavo di averne uno underground. Ancora oggi mi sento una persona di nicchia”. Tra gli artisti contemporanei che apprezza, cita TonyPitony, Marco Castello, Anna Castiglia, il rapper Pippo Sowlo e il duo Aldolà Chivalà.