L'intervento dell'associazione Codici - 3/3
La segnalazione è stata formalmente recepita dall’associazione Codici, che ha immediatamente avviato gli approfondimenti legali e fattuali del caso. Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale dell’associazione, ha delineato i passaggi dell’istruttoria: “La vicenda pone diversi interrogativi e ci sono molti aspetti da chiarire”. Il primo obiettivo dell’indagine è quantificare la reale portata del contagio: per stabilire se si sia trattato di un caso medico isolato o di una negligenza sistemica, Codici ha lanciato un appello pubblico invitando chiunque fosse a bordo della Costa Smeralda in quelle date a segnalare situazioni sanitarie analoghe. Parallelamente, le verifiche si concentreranno sui protocolli di sicurezza adottati dalla compagnia di navigazione, per valutare l’efficienza e la correttezza della gestione igienico-sanitaria sulla nave.
Sotto il profilo economico e legale, l’associazione è al lavoro per tutelare i due passeggeri che hanno acquistato a prezzo pieno un’esperienza turistica rivelatasi poi “compromessa da malattia e spese mediche“, come sottolineato dallo stesso Giacomelli. Il team di legali sta esaminando con precisione i termini del contratto di viaggio per accertare se vi siano i presupposti giuridici per procedere con tre distinte richieste: il rimborso integrale delle cure mediche sostenute a bordo, la restituzione del prezzo pagato per il biglietto della crociera e la corresponsione del risarcimento dei danni per vacanza rovinata.