Ci sono dischi che si ascoltano e dischi che, a un certo punto, chiedono di essere guardati. Per Elisa, “Kintsugi” è entrato nella seconda categoria prima ancora di uscire. Accanto all’album, in arrivo il 27 novembre, nasce infatti un mediometraggio che porta lo stesso titolo e un sottotitolo che suona come una dichiarazione d’intenti: “Kintsugi… e sono la mia opera”.
Il film, diretto da Ludovico Boccianti, sarà presentato venerdì 23 ottobre alle 18.30 al Teatro Olimpico Acea, nella sezione Special Screenings della 21esima Festa del Cinema di Roma. Intanto sono online le prime immagini ufficiali, con il trailer.
Chi si aspetta il classico dietro le quinte, il “making of” con il musicista in studio e la tazza di caffè, resterà spiazzato. Il mediometraggio è nato in parallelo alla lavorazione dell’album e ne è, più che il contorno, un prolungamento. Elisa è protagonista e voce narrante, e guida lo spettatore in un viaggio introspettivo che alterna realtà e dimensione onirica. Spazi teatrali, paesaggi interiori, luoghi dell’anima: ogni canzone funziona come una soglia da attraversare, un passaggio verso una parte di sé diversa dalla precedente.
Le parole della cantautrice risuonano sincere e immediate, specie dopo aver ufficializzato la separazione dal musicista Andrea Rigonat dopo 18 anni insieme e due figli: Emma Cecile (nata nel 2009) e Sebastian (nato nel 2013).
“Questo posto dove sono ora mi ha scrutato dentro. – dice Elisa nel trailer – Mi ha messa davanti a una verità emersa lentamente tra il mondo ondoso. Giorno dopo giorno, che sono sola”.
E ancora: “Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che ha cose ha a che fare con la tenerezza. E questi lacrimoni grossi, da bambino, che mirigano le guance, che scendono da soli come cerbiati dalla montagna, io li accolgo nel mio cuore e ne sento il calore”.
Infine ha detto: “Penso all’anima, l’unica che può ribellarsi, l’unica in grado di generare amore e arte. Sono in uno stato totalmente rivoluzionario che è il mio cuore. Sono libera e liberata e sono la mia opera”.