Il disorientamento dei malati comuni - 2/3
Mentre la macchina mediatica fagocita gli spazi, all’interno dei corridoi si consuma il disorientamento dei degenti ordinari. “Nei corridoi dell’ospedale si respira un’euforia anomala, televisiva, una curiosa accelerazione delle attività, una frenesia lieve che disorienta i pazienti e i familiari”, osserva De Silva. Lo scrittore ritrae i malati aggirarsi confusi tra i blocchi: “Ogni tanto ne vedi uno che gira in cerchio come si fosse perso e muove la testa con spauriti scatti da uccello, oppure guarda instupidito le transenne issate fra la reception e l’imbocco dei corridoi che portano alle corsie domandandosi che accidenti ci faccia lì una transenna”. Tutto questo, prosegue il racconto su Repubblica, “è possibile, quando un ospedale, anche solo per un paio d’ore, diventa il set di uno studio televisivo; specie se il paziente d’onore è il pontefice”.