Libri e Arte

“Ho disconnesso da internet il computer, consegnerò il mio romanzo su una chiavetta. Ora che c’è l’AI, non si può stare in pace con il pensiero che un’entità ti sorvegli in tutto”: così Paolo Giordano

Lo scandalo dell'autore escluso dal premio Goncourt per aver usato l'AI spinge lo scrittore a una radicale diserzione digitale: addio al cloud, filtri disattivati e consegna del manoscritto a mano per sfuggire al rastrellamento dei dati delle Big Tech

di Redazione FqMagazine
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La "diserzione" digitale - 3/3

L’estrema difesa della privacy ha spinto lo scrittore a disattivare persino le comode funzioni AI del proprio account di posta elettronica (correttori, riassunti, catalogazione), accettando il caos di oltre ventimila messaggi da smistare manualmente pur di non farsi profilare dagli algoritmi. Più che “becero luddismo”, Giordano definisce la sua scelta una vera e propria “diserzione” per impedire alle macchine l’accesso ai contenuti più preziosi dell’intelletto e della vita privata. “Non sto proponendo di bruciare le macchine”, conclude l’autore nel suo editoriale. “Sto solo proponendo di usarle il meno possibile. D’impedire loro l’accesso a ciò a cui teniamo di più. […] Perché credo che non si possa esistere in pace, con il pensiero che un’entità ti sorvegli in tutto, costantemente”.

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