“Nessuno mi chiamava, si erano completamente dimenticati di me. Avevo 4,86 euro sul conto in banca, mi trascinavo per casa, dicevo che avrei dovuto smettere di sognare”. Così Sabrina Impacciatore racconta a Tintoria Prime, il podcast che conosciamo e amiamo, ora approdato su Prime Video, uno dei momenti più difficili della sua carriera.
Poi è arrivata The White Lotus, una delle serie più amate degli ultimi anni. Per Impacciatore, la svolta è stata la seconda stagione della serie firmata da Mike White, quella che l’ha fatta conoscere anche al pubblico internazionale.
E naturalmente non può mancare il racconto del provino, arrivato in pieno Covid. “Non c’era nessuno che potesse darmi le battute. Ho chiamato la mia vicina di casa, che è un’attrice, e il self tape è durato 12 ore. Abbiamo iniziato a mezzogiorno e finito a mezzanotte e mezza, alla fine della serata avevamo 125 ciak”. Il self tape, cioè un provino video registrato autonomamente dall’attore, nel suo caso si trasforma quasi in una prova di resistenza: “Tutti erano giustamente andati via, ho avuto un attacco di panico. Dovevo mandare il ciak al mio agente, che doveva mandarlo a Los Angeles, dove erano tutti svegli in attesa del mio self tape”.