"L’ho comprata per un colpo di fulmine, d’istinto, senza riflettere. Ho impiegato dieci anni a pagarla" - 2/2
Dopo essere passato dalla Svizzera al Giappone, L’Apocalypse viene acquistato dal collezionista Christian Karoutzos, proprietario del Centro d’arte contemporanea di Issoire dove il volume era esposto. Appena lo scorso agosto Karoutzos aveva raccontato a Le Parisien: “L’ho comprata per un colpo di fulmine, d’istinto, senza riflettere. Ho impiegato dieci anni a pagarla, lavorando sette giorni su sette. Il prezzo? Qualche milione di euro”.
Anni prima aveva spiegato ad AFP di aver deciso di acquistare l’opera per evitare che venisse dispersa: “Quest’opera universale stava per essere venduta all’asta e sparpagliata nel mondo, cosa che per me era intollerabile. È per questo che ho deciso di comprarla”. Quest’estate Karoutzos aveva scelto di riportare L’Apocalypse in esposizione nel suo centro d’arte. Ora resta da capire come sia stato possibile portare via un volume di tali dimensioni, con una copertina da 150 chili che costituisce da sola una delle parti più preziose dell’intera opera.
Il proprietario, intervistato dalla radio locale Ici Pays d’Auvergne, ha reagito con parole durissime: “È un’opera unica al mondo. Hanno assassinato il patrimonio francese, hanno assassinato la Francia”.
Il furto si inserisce in una serie di colpi che negli ultimi mesi ha colpito diversi musei francesi. Tra settembre e ottobre 2025 almeno sette istituzioni culturali erano state prese di mira: dal Louvre, dove furono rubati otto gioielli della Corona per un valore stimato in 88 milioni di euro, al Museo Adrien-Dubouché di Limoges, fino al Muséum national d’Histoire naturelle di Parigi e al museo Jacques Chirac. Più recentemente, nel settembre 2026, anche il Musée Renoir di Cagnes-sur-Mer è stato vittima di un furto. Una sequenza che in Francia ha riaperto il dibattito sulla sicurezza del patrimonio culturale.