La replica agli hater e la battaglia contro l'ageismo - 3/3
L’esperienza accumulata le permette oggi di affrontare con distacco gli insulti social ricevuti la scorsa estate in calce ad alcune immagini: “Ho 64 anni, sono felice di averli, perché mi sento bene e mi vedo anche abbastanza in forma, continuo ad arrampicarmi sulle montagne, per cui non mi sento vecchia. Ci sono persone che magari sono giovani ma vecchie per il modo di essere”. Colò contesta l’uso dell’anagrafe come strumento di denigrazione, rilevando come il fenomeno colpisca con particolare accanimento le donne: “Non mi piace l’idea che ‘vecchio’ possa essere un insulto. Questo lo trovo inaccettabile. Io voglio che mia figlia si indigni a usare la parola ‘vecchia’ come un insulto. Vorrei poter tornare indietro e insegnare a tutte le persone che utilizzano l’età come un’offesa che sbagliano in maniera molto importante”. La critica si estende anche all’elogio convenzionale della giovinezza: “La giovinezza non deve essere vissuta come un complimento, perché si è belli a 10 anni, 20, 30, anche a 90″, ha concluso la conduttrice, richiamando l’esempio di Rita Levi Montalcini, simbolo di un’eleganza alimentata dall’acume intellettuale.