Calabresi: "Il travestimento era la cura per il mio dolore" - 3/3
“Dunque il travestimento all’inizio era stata la cura del mio dolore, poi come tutte le medicine – ha continuato – diventò pericolosa quando non riuscii più a farne a meno. (…) Fiamma per molto tempo è stata più pazza di me. Mi ha assecondato quando tutto quello che guadagnavo con il mio lavoro normale lo spendevo per organizzare quelle follie, che erano costosissime. Amici e parenti le dicevano: ‘Ma digli qualcosa, siete diventati pazzi’. E lei: ‘No, bisogna lasciarlo fare. Se sente che deve fare questa cosa, lasciatelo fare'”.
E infine un aneddoto: “Mi finsi John Turturro ai David di Donatello, Armani volle vestirmi credendo fossi davvero lui, ed è solo uno degli episodi spassosi di queste messe in scena. Ho iniziato a vedere la piccolezza di quel mondo, la mediocrità è il provincialismo che già sospettavo. Quello “star system de noantri” mi è sempre stato sulle balle. Mi sembrava assurdo poter entrare come il burro in certi luoghi soltanto perché tutti credevano che fossi qualcuno”.