“Vannacci mai in coalizione con noi”. Da La Russa a Tajani fino al leghista Molinari: gli esponenti del centrodestra che dicono di non volere il generale
Intorno all’alleanza, o meno, tra i partiti di governo e Futuro nazionale si giocherà verosimilmente l’esito delle prossime Politiche, dunque la composizione del Parlamento. Dunque, va da sé, il nuovo governo. E i tecnicismi, purtroppo, sono d’obbligo: con quale legge elettorale – le regole del gioco, di fatto – ci si troverà a fare i conti condizionerà le scelte dell’uno e dell’altro partito. In sintesi: col proporzionale puro previsto dal Melonellum, ammesso che non scatti il premio di maggioranza, è possibile costruire l’alleanza post voto; con una quota di maggioritario – compresa dal Rosatellum, ancora in vigore – l’accordo per vincere va fatto prima del voto.
Premessa chiusa, chi nel centrodestra vuole Roberto Vannacci in coalizione? Se ci si basa esclusivamente sulle dichiarazioni pubbliche, da quando lo scorso febbraio è nato il partito del generale, esce un quadro variegato, chiaro per certi versi e più sfumato per altri. Le posizioni di Noi Moderati (Maurizio Lupi) e degli esponenti di Forza Italia sono piuttosto nette, tanto che persino Antonio Tajani, seppur incalzato dai giornalisti, è riuscito a pronunciare un secco “no” all’ipotesi di un’alleanza con l’europarlamentare. Quando ci si sposta verso la Lega, ecco che la linea è più vaga, a partire dall’attuale leader Matteo Salvini, il primo che in teoria, considerata la fuoriuscita dal Carroccio del generale, definita “tradimento”, dovrebbe sprangargli la porta. Il discorso si complica ulteriormente con Fratelli d’Italia: alla chiusura di Ignazio La Russa si è contrapposto il “spero si governi con Vannacci” del ministro Luca Cirielli. E la posizione di Giorgia Meloni, come vedremo, non è così definita.
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