L'esperienza in quota e il dibattito sull'overtourism - 2/2
Nonostante l’apparenza goliardica della spedizione, Montagné ha precisato che l’intero gruppo era composto da persone con una solida esperienza in montagna, pronte a interrompere la salita e tornare indietro se le condizioni si fossero rivelate pericolose. L’escursione si è infatti conclusa senza incidenti, con un filmato che ritrae i ragazzi aprire i cartoni e gustarsi le pizze al calare del sole a 3.400 metri di altitudine.
Se questa specifica vicenda si è chiusa con un lieto fine e in sicurezza, l’immagine del finto fattorino sui ghiacciai si inserisce in un quadro di frequentazione delle terre alte sempre più problematico. L’assalto turistico alle montagne sta portando a una progressiva assuefazione verso comportamenti del tutto decontestualizzati rispetto all’ambiente estremo. Oggi l’alta quota registra una crescente normalizzazione di scene fino a pochi anni fa impensabili: turisti che affrontano i ghiacciai in scarpette da ginnastica, escursionisti in sella a monopattini o impegnati a manovrare macchinine telecomandate sui crinali. Un approccio superficiale che evidenzia un doppio deficit: da un lato la mancanza di preparazione tecnica e consapevolezza dei pericoli oggettivi, dall’altro la totale perdita del senso di sconcerto e del limite di fronte all’ambiente montano.