Un "nonno internazionale" - 3/4
Gino, come si vive il ruolo di “nonno internazionale”, quando la distanza fisica impedisce di condividere con i propri nipoti la quotidianità e i piccoli momenti di ogni giorno?
“Sono sempre stato un genitore molto aperto, infatti ho sempre appoggiato i desideri e le ambizioni dei miei figli. Ma non avrei mai immaginato di ritrovarmi con un figlio che vive in Cina e una che vive in Grecia. Con loro mi ero quasi abituato a metabolizzare le distanze.
Tutto si è acutizzato con la nascita di Nora a Canton nel sud della Cina e Lèandros ad Atene. Mi aiutano molto i dispositivi che ritenevo “infernali” e che ora invece sono diventati indispensabili per tenere vivo il contatto con i nipotini. Quindi nelle videochiamate ci raccontiamo tutti i momenti importanti: il primo giorno d’asilo, i progressi in piscina, i personaggi dei cartoni preferiti.
Col greco riusciamo a vederci più spesso grazie alla minor distanza. Memorabile fu la festa del primo compleanno di Nora, io in Italia con tanto di addobbi e torta con candelina. Lei dall’altra parte del mondo riuscì anche a spegnerla soffiando nel telefonino. Insomma, la condizione di “nonno internazionale” potrebbe avere anche aspetti affascinanti, ma ha grossi limiti ed è sicuramente molto impegnativa.
L’assenza fisica è incolmabile e in alcuni giorni la mancanza si fa insopportabile. Ma ci sostiene una forza imprescindibile: l’amore incondizionato che attraversa gli oceani e scavalca le montagne. Non solo accorcia le distanze, ma porta velocemente alla prossima volta che potrò abbracciarli, prenderli in braccio e leggere loro storie fantastiche”.
Sempre più spesso i nonni diventano un vero e proprio sostegno per i figli, fino ad assumere, per necessità pratiche ed economiche, un ruolo quasi genitoriale nella gestione dei nipoti. Secondo te, come potrebbe lo Stato italiano sostenere maggiormente le famiglie, evitando che questo importante compito ricada soprattutto sui nonni?
“Ho degli amici che fanno i nonni a tempo pieno e a volte mi crea nostalgia, visto che i miei nipoti sono lontani e li vivo una volta l’anno. Mi rendo conto però, che il loro impegno è gravoso e a fine settimana raggiungono alti stadi di stanchezza. Il ruolo dei nonni è diventato di importanza vitale per tante famiglie italiane in ogni ambito.
Gli stipendi dei genitori non sono più sufficienti per far fronte al costo della vita e le rette degli asili privati sono proibitive. Quindi i nonni diventano un supporto indispensabile. Ci si meraviglia del calo demografico ma le politiche sul welfare in questi ultimi anni non hanno fatto nulla per garantire il benessere delle famiglie italiane.
È necessario un maggiore intervento dello Stato: più asili pubblici con rette calmierate, orari di lavoro più flessibili per conciliare impiego e famiglia, smart working più diffuso, spazi gioco con associazioni che offrano luoghi di socializzazione e custodia a prezzi contenuti, più aziende che offrano servizi di baby-sitting per alleggerire il bilancio domestico.
Credo che con questi interventi, si possano incentivare le giovani coppie a procreare e magari alleggerire i nonni nel loro compito, così che possano viversi in modo più sereno la loro età”.
Nonostante la distanza, qual è il ricordo più bello che hai costruito insieme a Lèandros e Nora e che senti di portare sempre con te?
“I ricordi più belli con i miei nipoti sono inevitabilmente legati all’unico periodo nel quale riusciamo a viverci di persona e non tramite l’etere: l’estate. Ogni volta che li rivivo mi riempiono il cuore, sono i risvegli al mattino di Lèandros che mi cerca con gli occhioni e mi accoglie sempre con un gran sorriso. Irresistibile.
Gli episodi esilaranti con Nora che capisce bene l’italiano ma parla solo cinese, quindi chiedevo aiuto a Google trasleter il quale, molto spesso, se ne usciva con frasi a dir poco stravaganti. Nora rideva fino alle lacrime. Quando a tavola mangiava la pasta italiana che adora, chiamava nonna alzando il pollice in segno di approvazione.
Poi la sua dolcezza nel chiedermi dopo cena “nonno, parco giochi?”, che per lei sono le giostre, mimando il volante delle autoscontro. Comunque, al saldo dei momenti di malinconia per la loro assenza, sento di aver costruito un sentimento forte capace di superare le distanze e le difficoltà di linguaggio. Loro ascolteranno il nonno parlare italiano, io li ascolterò in greco e cinese. Sembrerà strano, ma ci capiamo benissimo“.