"Per oltre cinquant'anni la Torre di Pasolini non fu mai contestata" - 3/3
Per l’Agraria il tema è la tutela dei beni collettivi. Il presidente Gianluca Inverni ha definito la decisione un passaggio significativo per la tutela del patrimonio storico, ambientale e collettivo del territorio di Chia e della Tuscia.
Gallinari contesta la natura stessa dell’ente: non sarebbe un ente pubblico, né un ateneo, e non rappresenterebbe lo Stato. Se la torre passasse definitivamente all’Agraria, sostiene, non diventerebbe un bene davvero pubblico. Punta poi il dito su quello che chiama il paradosso del “Pasolini abusivo”: da un lato si vorrebbe sfrattare l’intellettuale, dall’altro si userebbe il suo nome per far pagare i biglietti del parco adiacente.
A sostegno di Gallinari si è schierata Graziella Chiarcossi, cugina ed erede di Pasolini. Nel suo appello ricorda che per oltre cinquant’anni la proprietà non fu mai contestata né dal demanio né dall’Università Agraria. Secondo Gallinari, però, anche questo appello è stato ignorato.