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“Con mia madre sono stato fino alla scuola materna poi la mia babysitter è diventata la mia famiglia affidataria. Mio padre l’ho conosciuto a 29 anni, si è curato perché è bipolare al livello più grave”: il racconto di Tedua

Il rapper racconta l’infanzia trascorsa in affido, il rapporto mai interrotto con la madre e l’incontro con il padre solo a 29 anni: "Ho fatto rap come terapia"

di Redazione FqMagazine

"Non avere i genitori è meno traumatico che averli violenti in casa" - 2/2

Diversa la storia con il padre, che il rapper ha conosciuto soltanto a 29 anni. “Lui si è curato per vent’anni perché è bipolare, al livello più grave, e ha il Doc, disturbo ossessivo-compulsivo. È meglio che non ci sia stato, era una persona con gravi problemi psichiatrici”. Tedua racconta di aver trasformato quel dolore attraverso la musica: “Io ho reagito al dolore con il sorriso e con la risata. Non avere i genitori è meno traumatico che averli violenti in casa. Ho perdonato mio padre. E ho fatto rap come terapia: ho sfogato i miei problemi familiari e sociali nella musica. Se non è terapia questa… oggi non porto rancore, ho fatto pace con qualsiasi fantasma del mio passato”.

Nel tempo è arrivata anche una maggiore comprensione nei confronti del padre. “Nessuno ti insegna a essere un genitore”, osserva Tedua, aggiungendo che nel suo caso pesavano anche i problemi psichiatrici dell’uomo: “Questa è una grande giustificazione“. Oggi ne parla con affetto e racconta anche di averlo portato con sé a San Siro: “È molto intelligente… Mi ha fatto tanto ridere“.

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