"Ammettere la sofferenza, la fragilità, non è più un tabù" - 2/2
Sarah ha dovuto all’improvviso rimettere ordine nella sua vita. “Purtroppo ho perso mio padre tre mesi fa. Non ho mai provato un dolore così grande. Aveva 96 anni, sapevo che il tempo stava per scadere e, per quanto fossi preparata, faccio ancora fatica ad accettare l’idea di non potergli più parlare. Sono sprofondata nel buio”. Un buio che non la faceva uscire di casa. “Non volevo confrontarmi con il mondo. Una sera mi hanno convinta ad andare al concerto di Cesare Cremonini al Circo Massimo. Lì ho provato un miscuglio indecifrabile di sentimenti. Il mio sistema nervoso era sovraccarico. Pensavo: non devo, non voglio essere qui. Poi, per un secondo sono riuscita a cantare e ballare, ho dimenticato il dolore e nello stesso tempo ho provato vergogna per quell’attimo di leggerezza, come se non mi fosse concesso, e sono scoppiata a piangere. Allora l’ho raccontato e ho ricevuto una quantità di messaggi d’amore. Tanti mi hanno ringraziato per essere uscita allo scoperto. Fortunatamente, ammettere la sofferenza, la fragilità, non è più un tabù, e dire che vai in terapia non è una vergogna“.
Non lo è perché “i figli meritano di avere accanto una madre mentalmente presente”, confessa ancora a F. “L’altro giorno – aggiunge poi – Noah mi ha chiesto: ‘Sei ancora triste per il nonno?’. “Sarò sempre triste per il nonno”, gli ho risposto. E lui: ‘Ma ora un po’ meno’. Sì, la vita ti prende, ti alzi alle sei del mattino, porti tutti a scuola, la sera crolli, è stancante, ma meraviglioso“. Una famiglia meravigliosa che si allargherà. Per Sarah è pronta ad adottare Gaia, la figlia del primo matrimonio di Daniele. “Sì, è vero. Non ne ho parlato, poi la notizia è venuta fuori in un sito di gossip. Gaia ha 21 anni, è stata una sua decisione e io ho accettato. Le procedure di legge, però, vogliono che sia l’adottante a presentare la richiesta”.