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Turchia, Montella a rischio: i fischi, l’ammissione dopo il ko e la difesa dei giocatori - 5/5

Gli azzurri sono terzi dopo il 4-1 a Bursa: venerdì c’è la squadra di Zidane, mentre la panchina della Turchia traballa dopo i fischi di Bursa
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Turchia, Montella a rischio: i fischi, l’ammissione dopo il ko e la difesa dei giocatori

Per Montella il problema della Turchia è cominciato prima dei singoli errori: nell’atteggiamento con cui la squadra è entrata in partita. A Sky Sport il ct riconosce che l’Italia ha affrontato meglio la sfida, ma respinge la contestazione rivolta ai suoi calciatori. “La nostra prima mezz’ora è stata da dimenticare. Abbiamo dimostrato che su questo aspetto mentale dobbiamo crescere. L’Italia è stata superiore nell’approccio, più pronta mentalmente. Ci è mancata convinzione. I fischi? Per quanto fatto dai ragazzi in questi tre anni non se li meritavano”.

A Bursa i fischi hanno accompagnato l’inno italiano e Montella fin dall’inizio, poi la protesta è cresciuta dopo il primo tempo. Al presidente della Federcalcio turca, İbrahim Hacıosmanoğlu, è stato chiesto esplicitamente di esonerare l’allenatore. Il dirigente ha lasciato l’Arena del Coccodrillo dopo essere stato bersaglio di aggressioni verbali. La frattura con il pubblico non nasce però dal 4-1 subito contro gli azzurri. Il precedente è il Mondiale nordamericano, affrontato con aspettative poi deluse dall’eliminazione nella fase a gironi. Montella era stato confermato, ma l’avvio della Nations League ha aggravato il malcontento. Prima lo 0-1 contro la Francia, poi la sconfitta con l’Italia: due partite, nessun punto e l’ultimo posto nel gruppo. Ora arrivano il Belgio a Liegi e il ritorno contro gli azzurri a Bologna, mentre dalla tribuna è già arrivata una richiesta di esonero.

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