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Il prete risponde “ok” a un messaggio sul cellulare e scatta la truffa da 120mila euro. L’appello ai fedeli: “Aiutatemi a ripristinare il salvadanaio”

La vicenda, i cui contorni non sono ancora del tutto chiari, è rimasta riservata per mesi. Ora don Vito Colonna, parroco del Sacro Cuore di Gesù di Altamura, lancia un appello alla comunità nella speranza di rimpinguare le casse svuotate dai truffatori

di Emanuele Corbo
Il prete risponde “ok” a un messaggio sul cellulare e scatta la truffa da 120mila euro. L’appello ai fedeli: “Aiutatemi a ripristinare il salvadanaio”

Sarebbe bastato un “ok” di risposta a un messaggio sullo smartphone da un numero che sembrava erroneamente riconducibile ai carabinieri per innescare una truffa da 120mila euro. È successo a don Vito Colonna, parroco del Sacro Cuore di Gesù di Altamura. La vicenda è diventata di dominio pubblico dopo essere rimasta riservata per diversi mesi, mentre venivano avviati gli accertamenti e se ne dava notizia alla diocesi. L’ingente somma apparteneva non solo alla parrocchia ma anche alla scuola dell’infanzia paritaria “Pasquale & Maria Sabini” e ai risparmi personali del sacerdote.

Il parroco truffato per 120mila euro: che cosa è successo

La Gazzetta del Mezzogiorno ricostruisce i fatti, che si collocherebbero in un periodo compreso tra marzo e agosto. La dinamica precisa del raggiro, però, al momento non è ancora chiara. Non ci sono infatti elementi pubblici sufficienti per affermare come il denaro sia stato trasferito, né come i truffatori siano riusciti a entrare in contatto con il parroco. Don Vito, si legge su “Repubblica”, avrebbe raccontato di aver risposto con un “ok” a un messaggio sul telefono. Un cenno d’assenso che avrebbe innescato una serie di operazioni per ora imprecisate, per quello che sembra un caso di phishing in piena regola.

A informare i fedeli dell’accaduto è stato lo stesso parroco, diramando una comunicazione ufficiale in seguito all’avvio delle iniziative giudiziarie e dopo aver informato il vescovo, monsignor Giuseppe Russo. Nella nota, il sacerdote parla di “truffa economica da parte di un’organizzazione criminale (probabilmente internazionale)” e spiega perché sia rimasto in silenzio fino a questo momento: “Dopo aver provveduto in riservatezza alle previste azioni giudiziarie e aver informato il vescovo, monsignor Giuseppe Russo, ho ricevuto il permesso di mettere al corrente dell’accaduto tutti i fedeli”.

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