Le reazioni politiche all'espulsione di 351 Bratan - 3/3
Il caso è stato rilanciato sui social anche dalla Lega, che ne ha fatto un caso politico legato al tema della sicurezza urbana, contribuendo a dare risonanza mediatica alla vicenda nei giorni successivi al blocco stradale.
Sul fronte opposto, l’avvocato di Bratan, Matteo Politano, ha contestato il provvedimento e annunciato ricorso al Tar. Secondo il legale, la misura sarebbe sproporzionata rispetto a quella che definisce una “bravata”, e sarebbe stata adottata sull’onda dell’esposizione mediatica della vicenda.
“Apprendiamo con soddisfazione che il trapper Bratan, immigrato russo che insieme a un marocchino e altri maranza è stato protagonista del blocco della Milano-Meda, è stato fermato, seppure per fatti diversi rispetto a quanto accaduto sulla strada statale, circostanza che dimostra la pericolosità sociale di questi individui. È intollerabile che un’arteria fondamentale per la viabilità lombarda sia stata paralizzata per girare un video musicale. Attendiamo che vengano accertate tutte le responsabilità e ci auguriamo che, qualora ne ricorrano i presupposti, venga applicata la norma sul blocco stradale prevista dal Decreto Sicurezza. Apprendiamo inoltre dalla stampa che è al vaglio anche una sua eventuale espulsione. Se ci saranno le condizioni, auspichiamo che si proceda: chi viene in Italia è tenuto a rispettare le nostre leggi. Chi non lo fa non è il benvenuto”. Così in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Sandro Sisler, vicepresidente della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica.