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“Tutti devono preoccuparsi di quello che potrei fare”: le minacce del nipote di Dolly Parton e l’ordinanza restrittiva richiesta dal manager della cantante nei suoi confronti

Bryan Seaver, il nipote di Dolly Parton, colui che solo un mese fa ne annunciava con un video la scomparsa, è ora accusato di aver organizzato una campagna intimidatoria contro la società della cantante.

di Redazione FqMagazine
Le conseguenze delle minacce e intimidazioni di Seaver - 2/2

Le conseguenze delle minacce e intimidazioni di Seaver - 2/2

A TMZ il nipote di Dolly Parton avrebbe così giustificato quel messaggio: “Ho una carriera militare alle spalle e sono un contractor militare e conduco accordi per la fornitura di armi a governi stranieri. Sono un professionista della sicurezza e in questo senso sono un assasino”.

“Stavo parlando in privato con sincerità a Danny, che pensavo fosse un mio amico, mentre lui si crede un gangster. Molti di questi messaggi sono l’immagine di due ragazzi che si sfogano e piangono al telefono insieme mentre sono in lutto” ha spiegato ancora Seaver, tentando di minimizzare il contenuto del materiale presentato da Danny Nozell per la sua richiesta di ordinanza restrittiva.

Le minacce e le intimidazioni che Seaver avrebbe fatto avrebbero già avuto delle conseguenze. “L’avvocato di Parton, specializzato in trust e successioni, si è ritirato dall’incarico dopo essere stato preso di mira da Seaver. Alcuni dipendenti di SAL si sono dimessi; altri non si presentano più in ufficio perché temono Seaver e i suoi complici armati” hanno spiegato gli avvocati della She’s Alive.

Nozell ha quindi dovuto “assumere guardie per la sicurezza privata per il proprio personale, anche presso le loro abitazioni”, spiegano sempre i legali della società. “Le normali attività lavorative hanno lasciato il posto a un clima di paura” concludono infine.

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