La minaccia per le colture: danni diretti e asfissia da funghi - 3/5
A rendere la specie un sorvegliato speciale è la sua voracità unita a un’estrema flessibilità alimentare. L’Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (EPPO) segnala che l’insetto attacca oltre cento specie vegetali, prediligendo alberi da frutto, specie forestali e, soprattutto, la vite. Trova inoltre il suo habitat perfetto sull’ailanto (Ailanthus altissima), un albero infestante asiatico ormai diffuso in modo capillare in tutta Europa, Italia compresa, che funge da serbatoio inesauribile per la riproduzione della cicalina.
L’impatto biologico sulle colture è duplice. Il danno diretto è causato dall’azione di ninfe e adulti che, pungendo i tessuti, prosciugano la linfa indebolendo la pianta fino a causarne la morte in caso di colonie numerose. Il danno indiretto, altrettanto grave, deriva dagli scarti dell’insetto: nutrendosi, la lanterna maculata secerne la cosiddetta “melata”, una sostanza zuccherina che si deposita sul fogliame favorendo lo sviluppo della “fumaggine“. Questo strato di funghi forma una spessa patina scura che ostacola la fotosintesi, rendendo le colture vulnerabili ad altri patogeni.