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“Un ‘no’ importante può scatenare due cose. O ti affossi totalmente e a quel punto non ti rialzi più. O trovi motivazione… Io sono stato tanto incazz*to e lo sono tuttora”: Gianluca Gazzoli racconta

Gianluca Gazzoli si racconta a Vanity Fair alla vigilia del ritorno di BSMT: dall’improvvisata sul palco di Sanremo con Carlo Conti alla “rabbia sana” che lo ha spinto dopo i primi no, fino al rapporto con i social, il successo e una quotidianità che, dice, gli permette di non perdere il contatto con le persone

di Redazione FqMagazine
“Un ‘no’ importante può scatenare due cose. O ti affossi totalmente e a quel punto non ti rialzi più. O trovi motivazione… Io sono stato tanto incazz*to e lo sono tuttora”: Gianluca Gazzoli racconta

Io da bambino volevo fare il Pippo Baudo, pensavo fosse il nome di quel lavoro. Lui era un’istituzione”: parole di Gianluca Gazzoli a Vanity Fair. Una lunga intervista che prepara il ritorno del suo podcast BSMT, il prossimo 28 settembre. Elegante nei modi, mai sopra le righe come lo sono tanti che oggi provano a trovare un posto al sole, Gazzoli è anche uno dei volti televisivi in ascesa e, a questo proposito, torna a quando si è trovato solo sul palco di Sanremo, senza preavviso: “Non era previsto che Carlo Conti mi lasciasse da solo sul palco alla mia prima serata (…). Io salgo, mi presenta, poi fa: ‘Va bene Gianluca, adesso pensaci tu’ Ed è andato via, senza neanche leggere il testo sul gobbo. Mi sono bloccato per una frazione di secondo, poi ho detto anche quello che doveva dire lui, presentando il primo artista di Sanremo Giovani. Conti si fidava di me e mi ha dato spazio. Un gesto che non dimenticherò mai. Poi probabilmente è andato dietro le quinte solo perché voleva vedere la partita della Fiorentina”.

Un aneddoto che la dice lunga anche sulla generosità di un professionista come Carlo Conti. La chiacchierata va alla vita privata di Gazzoli, per esempio ai “no” ricevuti agli inizi della carriera: “Un “no” importante può scatenare due cose. O ti affossi totalmente e a quel punto non ti rialzi più. Oppure diventa la motivazione più grande che tu possa avere nella vita. E quella cosa lì, per me, è stata fondamentale. Io sono stato tanto incazzato, lo sono tuttora. Anzi, ho paura di non incazzarmi più. Parlo di una rabbia sana, che fino a oggi mi ha aiutato: è quel senso di riscatto. In un periodo storico in cui tutti odiano, le persone riconoscono in me una sorta di giustizia meritocratica”.

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