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Salame al tartufo ritirato dai supermercati per rischio Listeria: ecco lotto e scadenza da controllare

di Redazione FqMagazine
Salame al tartufo ritirato dai supermercati per rischio Listeria: ecco lotto e scadenza da controllare

Scatta un nuovo allarme alimentare firmato dal Ministero della Salute, che ha appena pubblicato la scheda di richiamo relativa a un salame stagionato al tartufo. A finire sotto la lente è un prodotto del Salumificio F.lli Costantini Srl, ritirato dal mercato per la possibile presenza di Listeria monocytogenes, il batterio all’origine della listeriosi, un’infezione che può avere conseguenze serie soprattutto per le fasce di popolazione più fragili.

Chi ha in dispensa questo tipo di salume farebbe bene a controllare subito la confezione. Il richiamo riguarda nello specifico i pezzi interi da circa 300 grammi, riconoscibili dal lotto 20260729 e dal termine minimo di conservazione fissato a febbraio 2027. Sono questi i due riferimenti da incrociare con l’etichetta prima di portare il prodotto in tavola.

Il salame incriminato esce dallo stabilimento di via Montrone 17, nella località di Villa Bizzarri, comune di Torano Nuovo, in provincia di Teramo, impianto contrassegnato dal bollo sanitario IT 1107 M. L’azienda ha scelto di procedere al ritiro in via cautelativa, invitando chi possiede confezioni con quel lotto a non consumarle in nessun caso e a riportarle semplicemente nel negozio dove sono state acquistate, per il rimborso o la sostituzione.

Il punto critico, come spesso accade con questo tipo di contaminazione, è che la Listeria non lascia tracce evidenti: il salame può avere un aspetto, un odore e un sapore del tutto normali pur essendo a rischio. Ecco perché le autorità sanitarie insistono sulla necessità di verificare i codici riportati sulla confezione piuttosto che affidarsi ai sensi. Le conseguenze dell’infezione possono essere più gravi per anziani, donne incinte, neonati e persone con difese immunitarie compromesse, categorie per cui anche una piccola carica batterica può tradursi in problemi seri.

Quello del salame al tartufo si aggiunge a una serie di segnalazioni recenti pubblicate sul portale del Ministero della Salute. Negli ultimi giorni erano già finiti sotto osservazione quattro lotti di mais per popcorn, richiamati per un possibile rischio chimico legato a livelli di alcaloidi tropanici superiori ai limiti consentiti, e alcune confezioni di amaretti a marchio Gallina, prodotti da Marcucci Alfio a Borgo Tossignano, nel Bolognese, per la presenza di allergeni non riportati in etichetta. Poco prima, l’attenzione si era concentrata su diverse partite di uova fresche da allevamento a terra, ritirate per possibile rischio salmonella.

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