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“Non c’è stato solo il dolore della separazione da Raoul Bova. Anche la morte di papà, avvenuta sei mesi dopo che era venuto ad applaudirmi a Venezia mi ha profondamente ferita”: Rocío Muñoz Morales racconta

L'attrice racconta il suo rapporto con l’imperfezione, la forza e le fragilità, riflette sulla parità nella coppia e sul ruolo delle donne, poi torna sul dolore per la separazione da Raoul Bova e per la morte del padre: “Oggi mi sento fiera della donna che sono diventata”

di Redazione FqMagazine
“È già da tempo che vengo valutata come la professionista che sono

“È già da tempo che vengo valutata come la professionista che sono" - 2/2

Per Muñoz Morales, infatti, il Paese guidato da Pedro Sánchez “sul tema della parità di genere è più avanti dell’Italia. All’interno della famiglia padre e madre si scambiano i ruoli con estrema naturalezza: ognuno dei due pulisce la casa, fa la spesa e si occupa dei figli perché genitori si diventa insieme. Ma una donna non smette mai di essere tale e merita attenzioni, fiori, gentilezza”.

Nell’intervista c’è spazio anche per la vita privata e per il dolore affrontato negli ultimi anni: “Non c’è stato solo quel dolore”, dice riferendosi alla separazione da Raoul Bova. “Anche la morte di papà, avvenuta sei mesi dopo che era venuto ad applaudirmi a Venezia nel ruolo di madrina della Mostra, mi ha profondamente ferita. Il dolore ti spoglia ma poi ti rende più sensibile e più evoluta, dotata di maggiori risorse”.

L’attrice respinge infine l’idea che il clamore del gossip degli ultimi mesi possa aver avuto un ruolo nei suoi nuovi impegni professionali: “È già da tempo che vengo valutata come la professionista che sono. Lo spartiacque è stato proprio il ruolo di madrina di Venezia che ho ricoperto nel 2022. La Biennale mi ha regalato emozioni e soddisfazioni”.

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