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“Non c’è stato solo il dolore della separazione da Raoul Bova. Anche la morte di papà, avvenuta sei mesi dopo che era venuto ad applaudirmi a Venezia mi ha profondamente ferita”: Rocío Muñoz Morales racconta

L'attrice racconta il suo rapporto con l’imperfezione, la forza e le fragilità, riflette sulla parità nella coppia e sul ruolo delle donne, poi torna sul dolore per la separazione da Raoul Bova e per la morte del padre: “Oggi mi sento fiera della donna che sono diventata”

di Redazione FqMagazine
“Non c’è stato solo il dolore della separazione da Raoul Bova. Anche la morte di papà, avvenuta sei mesi dopo che era venuto ad applaudirmi a Venezia mi ha profondamente ferita”: Rocío Muñoz Morales racconta

Rocío Muñoz Morales torna al cinema con Quasi vera, commedia di Fausto Brizzi sull’intelligenza artificiale, le relazioni e l’illusione della perfezione. Per l’attrice, che ha in programma anche una serie tv e altri due film, uno di Enrico Vanzina e uno di Gianmarco Tognazzi, è anche l’inizio di un nuovo capitolo professionale dopo la separazione da Raoul Bova, vissuta lontano dal clamore mediatico.

Parlando di Quasi vera, Muñoz Morales racconta al Messaggero anche il suo rapporto con l’idea di perfezione: “Mi considero una donna forte ma le fragilità non mi mancano. E fragilità non significa debolezza. Con gli anni, anche attraverso le prove che ho dovuto affrontare, ho acquisito sicurezza ma tante volte, in passato, non mi sono sentita all’altezza mentre combattevo per fare le cose al meglio. Oggi mi sento fiera della donna che sono diventata. Con l’inseguimento della perfezione ho fatto pace”.

Una perfezione che, secondo l’attrice, “anche se esistesse, sarebbe poco interessante, piena di vuoti. Bisogna convincersi che proprio nelle imperfezioni c’è la nostra unicità, ci sono le nostre ricchezze di esseri umani. È questo il messaggio che voglio trasmettere alle mie figlie Luna e Alma”.

Del personaggio che interpreta nel film di Brizzi apprezza soprattutto un aspetto: “È l’elemento forte della coppia. Lo sono sempre stata anch’io ma questa mia caratteristica è stata spesso equivocata”. Poi spiega: “Ho dato l’idea di non aver bisogno di chiedere aiuto. Invece una donna deve potersi appoggiare al compagno, va accudita e curata. Giustissimo combattere per la parità, ma attenzione a non perdere il ruolo nella coppia: il confine tra le rivendicazioni, che sono sacrosante, e il rischio di snaturare la femminilità è molto sottile. Bisogna prendere esempio dalla Spagna”.

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