"Fiorello? Non è una grande amicizia, lui è davvero mio fratello" - 2/2
Non manca, e non può mancare, una parentesi su Fiorello: “Giovanna dice sempre: ‘Il mio unico antagonista è Rosario Fiorello, proprio nella vita’. Non è una grande amicizia, lui è davvero mio fratello: ci vogliamo un gran bene da quasi 40 anni. Non abbiamo bisogno di frequentarci sempre perché c’è un affetto vero. So che posso contare su di lui e lui sa che può contare su di me. E dal punto di vista artistico è il più grande showman italiano“.
Confermata anche la partecipazione ad Amici: “Sì, ci sarò. Quando (Maria De Filippi, ndr) mi aveva proposto di fare il giudice ci avevo pensato perché non lo avevo mai fatto. Non mi piace dire: ‘Tu sì, tu no’. A Sanremo lo fai, ma un conto è farlo in privato, un altro è farlo pubblicamente. Ho pensato: ‘È un’esperienza che voglio fare, mi diverte, lo farò con rispetto‘. Rispettando i ragazzi e pensando sempre che al posto di uno di loro potrebbero esserci i miei figli”. E su De Filippi: “Ha un’organizzazione pazzesca. È così che andrebbe fatta la televisione, come ho visto fare all’estero: con la cura del dettaglio”. Il futuro? Niente può essere escluso, neppure la Rai: “Fino a maggio sarò impegnato ad Amici, da giugno valuterò le proposte e i progetti“.
Impossibile non parlare anche dei Sanremo dei suoi successori: Carlo Conti, che definisce “un caro amico ma soprattutto un professionista serio”, e Stefano De Martino, che si appresta a condurre e a fare il direttore artistico dell’edizione 2027 e al quale Amadeus non ha dato consigli: “Non me ne ha chiesti, ma non ha bisogno dei miei consigli. È giovane ma ha scelto un team di esperti e ha al suo fianco la Rai…”. Ma a proposito del Festival, dove si vede tra sette anni? “Perché non a Sanremo con Fiorello?”, dice scherzando.
Ampio spazio anche alla moglie, Giovanna Civitillo (“Nel lavoro mi aiuta tantissimo e nella vita di tutti i giorni siamo presenti”), e alle paure più profonde e personali: “Direi le malattie. Sono ipocondriaco, ogni volta che faccio anche un semplice prelievo sono già convinto di avere qualcosa. A sette anni ho avuto la nefrite. Sono stato ricoverato per due mesi in isolamento in un ospedale vicino a Verona, con trasfusioni. Per due anni non ho potuto fare attività, vivere la vita da bambino. Quella cosa mi ha talmente traumatizzato che me la sono portata dietro per tutta la vita”.