"Appena ho sentito quel purtroppo, ho capito, il mondo è crollato. Era morto papà" - 2/2
Il campione ricorda poi un momento doloroso della sua vita, la morte di suo padre Enzo: “‘Pronto?’. Dall’altra parte, per lunghissimi istanti, solo silenzio, brevemente spezzato da un respiro che non definirei pesante, semmai rispettoso, quasi trattenuto. ‘Pronto?’. ‘Purtroppo, Frà…’. Appena ho sentito quel purtroppo, ho capito, il mondo è crollato. Era morto papà. Me lo stava dicendo il dottore che lo aveva in cura allo Spallanzani di Roma, dov’era ricoverato. Forzando le proprie pause e le mie paure, con voce ferma e gentile“.
“Una persona che non sgarrava mai e che, puntuale, si faceva sentire per gli aggiornamenti tra le 19.30 e le 20, tutte le sere. Non so perché, ma le brutte notizie sono fucilate sparate sempre con largo anticipo, quella volta addirittura di sette ore. ‘Purtroppo, Frà, quando i pazienti vengono intubati, significa che è difficile tornare indietro’. Papà Enzo, il mitico Sceriffo, se n’era appena andato come aveva vissuto: senza parlare (lo faceva solo quando era strettamente necessario), se non con lo sguardo, con gli occhi”, ricorda Totti. “Gli ultimi istanti li ha trascorsi attaccato a un macchinario che lo aiutava a respirare, prima che il Covid-19 gli strappasse anche la residua riserva di fiato, ostruendo in maniera codarda gli ingranaggi, i polmoni. Eccola, la morte che mi ha cambiato la vita, che non è un controsenso, è pura angoscia”, conclude Francesco.
Nel suo libro, scritto con il giornalista Alessandro Alciato, Totti racconta anche il no alla serie A a 48 anni dopo le proposte ricevute da Como e Genoa: “Allenatore del Genoa era Alberto Gilardino, Campione del Mondo come me con l’Italia del 2006, mentre sulla panchina del Como c’era già Cesc Fabregas, uno dei grandi della storia del calcio. Gilardino aveva 42 anni, Fabregas 37, quindi avrei avuto rispettivamente 6 e 11 anni in più di chi era pagato per dirmi cosa fare. Non sono leggende metropolitane, è la pura verità. Incredibile, ma vera. Pazzesca”.