Caso Mazzola, solo una multa per la Juventus: perché la sanzione è stata “attenuata” dal giudice sportivo
Nessuna squalifica della curva, nessuna partita a porte chiuse. Dopo il tanto discusso gesto della curva durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola, la Juventus se l’è cavata con soli 10mila euro di multa “per non avere, un numero esiguo in percentuale di sostenitori assiepati nel settore tribuna Sud 1^ anello, rispettato platealmente il minuto di silenzio disposto dalla Figc (per la morte di Sandro Mazzola, ndr)”. Una sanzione più leggera del previsto grazie alla “toppa” messa prima dal resto dello stadio – che ha subito applaudito – e poi dalla società, con una nota ufficiale: “Sanzione attenuata viste la tempestiva formale presa di posizione della Società rispetto al suddetto deprecabile comportamento, nonché la dissociazione del resto del pubblico presente allo stadio“, si legge nel comunicato.
La Juventus ha infatti rischiato la chiusura della curva per la partita successiva, ma è stata fondamentale la tempestiva presa di posizione del club che qualche ora dopo ha condannato il comportamento della curva e si è dissociata. Il minuto di silenzio per Sandro Mazzola infatti è stato interrotto a Torino, prima della partita di domenica contro l’Atalanta, quando un gruppo di tifosi juventini ha voltato le spalle al campo intonando cori dedicati alle leggende del proprio club, tra cui Gaetano Scirea. I cori sono stati coperti dagli applausi degli altri tifosi presenti allo stadio, sia di casa che ospiti. Ieri in occasione dei funerali di Mazzola per il club bianconero erano presenti l’ad Giovanni Carnevali e il ds Frederic Massara: la loro presenza ha ricevuto l’applauso dei tifosi dell’Inter presenti all’esterno della basilica di Sant’Ambrogio.
Il gesto è stato parecchio discusso e criticato da sportivi e opinionisti, tra cui Adriano Panatta, che nel corso de La Domenica Sportiva ha dichiarato: “Questo gruppo di tifosi mi ha fatto vergognare di essere italiano”. E ha spiegato il motivo: “Perché questo gesto va al di là di qualsiasi cattivo gusto, maleducazione, assenza di cultura. Secondo me dovrebbero intervenire con il Daspo. È peggio qualche insulto per un nostro fratello, qualche giocatore di colore, oppure questa cosa qua?”. Panatta quindi ha invocato una punizione esemplare: “Possono essere individuati i responsabili. Non darei il Daspo per un mese, ma per sempre“.