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“Quei tifosi mi hanno fatto vergognare di essere italiano, serve il Daspo per sempre”: Panatta durissimo per il gesto su Mazzola. Oggi la sentenza.

L'ex tennista furioso per il comportamento della curva della Juventus durante il minuto di silenzio. Tardelli aggiunge: "Uno dei punti più bassi mai toccati"
“Quei tifosi mi hanno fatto vergognare di essere italiano, serve il Daspo per sempre”: Panatta durissimo per il gesto su Mazzola. Oggi la sentenza.
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Vergogna. È una cosa così brutta”. Tra i commenti più duri contro il gesto compiuto dalla curva della Juventus durante il minuto di silenzio per ricordare Sandro Mazzola – i tifosi si sono girati di spalle – c’è quello di un ex tennista, Adriano Panatta. La leggenda della racchetta, al contrario di tanti nel mondo del pallone, ha condannato senza se e senza ma quello che è accaduto allo Stadium di Torino.

Durante il programma Rai La Domenica Sportiva Panatta ha dichiarato: “Questo gruppo di tifosi mi ha fatto vergognare di essere italiano”. E ha spiegato il motivo: “Perché questo gesto va al di là di qualsiasi cattivo gusto, maleducazione, assenza di cultura. Secondo me dovrebbero intervenire con il Daspo. È peggio qualche insulto per un nostro fratello, qualche giocatore di colore, oppure questa cosa qua?”. Panatta quindi ha invocato una punizione esemplare: “Possono essere individuati i responsabili. Non darei il Daspo per un mese, ma per sempre“.

Sull’episodio è intervenuto duramente anche Marco Tardelli, che ha vestito le maglie di Juventus e Inter. Il suo commento alla Gazzetta dello Sport è stato ugualmente severo: “Faccio fatica ad accettare ciò che è accaduto… abbiamo toccato uno dei punti più bassi mai toccati“. Per il campione del mondo 1982 c’è una sola spiegazione: “All’ignoranza non c’è mai fine: la voglia di conoscere o la curiosità non trovano più posto”.

Secondo Tardelli, il calcio deve tornare a insegnare prima di tutto il “rispetto“, fin dalle scuole calcio. “Nel nostro mondo serve parlare anche di storia, del passato, dell’esempio di uomini come Mazzola. Altrimenti non c’è futuro se non diamo peso e valore a ciò che è stato vissuto”. La curva della Juventus, mentre era di spalle, ha inneggiato a Gaetano Scirea: “Già Gaetano – il commento di Tardelli – un ragazzo, un uomo, un professionista che ha fatto del rispetto di cui parlavamo prima una delle ragioni di vita. Ma come si fa? Ma cosa passa nella testa di questa gente?”. “Lascino stare in pace il nome di Scirea, non pronunciamolo in situazioni del genere”, ha concluso Tardelli.

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