La versione della Fondazione Brigitte Bardot - 2/2
La Fondation Brigitte Bardot dà però una versione diversa. Un portavoce ha ricordato che la vendita era stata approvata nel giugno scorso dal consiglio di amministrazione con il voto di tutti i componenti, compreso lo stesso d’Ormale, che allora ne era presidente. Lui ribatte di non avere capito che la decisione riguardasse proprio oggetti di questo tipo. La Fondazione sottolinea inoltre che in passato era stata la stessa Bardot a mettere all’asta alcuni dei propri beni più preziosi per finanziare l’attività a favore degli animali.
La tensione arriva pochi giorni dopo un altro strappo: il consiglio di amministrazione ha infatti revocato a d’Ormale la presidenza della Fondazione, affidandola a Max Guazzini, ex presidente del gruppo NRJ. L’85enne resta comunque amministratore dell’organizzazione e lamenta anche di non poter più accedere liberamente alla Madrague, dove dice di aver vissuto per 35 anni.
L’asta offre uno sguardo sul quotidiano di Brigitte Bardot: 285 oggetti personali esposti all’Hôtel Drouot tra i quali occhiali, accendini, cappelli, cesti di vimini, casseruole, orologi, stivali e altri ricordi conservati nelle sue case. Molti hanno una base d’asta inferiore ai cento euro. L’ex segretario personale dell’attrice, Franck Guillot, ha raccontato che Bardot chiamava affettuosamente quei piccoli oggetti le sue “merdouilles” e tendeva a conservare praticamente tutto.
Tra i pezzi più particolari figurano anche due collari appartenuti ai suoi animali, una Olivetti Lettera 22, un Kamasutra illustrato, un disegno di Jean-Jacques Sempé, un autoritratto di Bardot e un ritratto di Roger Vadim realizzato dalla stessa attrice. Il ricavato della vendita sarà destinato alla Fondation Brigitte Bardot e al figlio unico della star, Nicolas-Jacques Charrier.