Da "Roast in Peace" a "Pulp Podcast": l'attesa per Grillo - 2/2
Oltre all’impegno televisivo, Fedez ha parlato anche del suo progetto nel mondo del podcast, diventato negli ultimi tempi un punto di riferimento per il dibattito pubblico grazie alla capacità di intercettare ospiti di rilievo, dalla premier Giorgia Meloni fino al prossimo protagonista: Beppe Grillo il 21 settembre.
Il rapper ha rivendicato con orgoglio la formula del suo format, sottolineando come si distingua nettamente dai tempi contingentati della televisione generalista, offrendo invece uno spazio di confronto molto più disteso, con conversazioni che possono proseguire ininterrottamente per novanta minuti.
Sull’imminente puntata con il fondatore del Movimento 5 Stelle, Fedez si è mostrato cauto riguardo alla possibilità di ottenere rivelazioni clamorose, ma ha comunque messo in evidenza a Il Corriere della Sera il valore dell’occasione: tornare ad ascoltare Grillo a distanza di tre anni dalla sua ultima intervista televisiva, quella con Fabio Fazio, rappresenta di per sé un motivo sufficiente per seguire l’appuntamento.
Alla domanda se si consideri una sorta di erede di Bruno Vespa nel panorama dell’intervista giornalistica, Fedez ha risposto con una battuta che rivendica la propria identità, distanziandosi da paragoni con figure storiche del giornalismo italiano e ribadendo semplicemente di essere se stesso.