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Ultimo aggiornamento: 13:36

Conte a La7: “Da Meloni vittimismo ridicolo, tira fuori rane e locuste per giustificarsi”

Il leader del M5s: "Armi in Ucraina? Ma cosa dobbiamo mandare? Non abbiamo neanche i soldi per sanità e istruzione"
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Meloni a Bari ha letto le dieci piaghe d’Egitto del libro dell’Esodo: le rane, le locuste, le ulcere, la grandine, i tafani. Ma non è ridicolo questo vittimismo? Per caso la guerra in Sudan le ha impedito di governare? E poi a chi parla? A chi ha gestito una pandemia?“. Così a Dimartedì (La7) il leader del M5s, Giuseppe Conte, smonta con tono sarcastico il lungo elenco di crisi internazionali e calamità interne con cui dal palco di Bari la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo scorso 4 settembre ha rivendicato la tenuta del governo più longevo della storia repubblicana.

Il conduttore Giovanni Floris obietta che, in politica estera, Meloni avrebbe tenuto “la barra dritta” a sostegno dell’Ucraina e della Nato, nonostante le pressioni di Matteo Salvini e l’ascesa di Roberto Vannacci. Conte ribatte: “Scusi, Floris, ma cosa significa tenere la barra dritta nella politica estera? Significa accettare che in Venezuela e nel mondo si possa fare un’azione illegale andando a prelevare forzatamente un capo di Stato (Nicolás Maduro, ndr) e processandolo senza prove? Significa dire “non condanno e non condivido” una guerra illegale di Trump e Netanyahu contro l’Iran? Significa sottoscrivere un genocidio a Gaza senza sanzioni a Netanyahu e senza interrompere l’accordo di cooperazione militare con Israele? Quale sarebbe la barra dritta?”.

Il presidente del M5s ribadisce che l’Italia dovrebbe “cambiare completamente la politica estera per restituire dignità non solo al nostro Paese ma anche all’Europa”, riportare “il primato della politica con gli sforzi diplomatici” e “ripristinare il diritto internazionale“. Un caso Almasri non dovrà succedere più”, aggiunge, riferendosi al rimpatrio del generale libico richiesto dalla Corte penale internazionale.

Sul sostegno militare a Kiev, Floris osserva che interrompere l’invio di armi lascerebbe gli ucraini con meno mezzi di difesa mentre Putin avanza. Conte replica, ribadendo la nota posizione del M5s: “Ma che cosa stiamo mandando? Non abbiamo neppure i soldi per la sanità e per l’istruzione. Cosa dovremmo inviare? Le armi le abbiamo mandate. Ci vuole una svolta negoziale. Come abbiamo aiutato la popolazione ucraina?”.

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