Von der Leyen: “Ultranazionalisti e russi vogliono frantumare l’Ue”. E propone un “articolo 4” europeo contro attacchi ibridi
“Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropei, che si tratti dell’ingerenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso. Disprezzano i nostri valori e vogliono frantumare la nostra unità europea”. È questa l’accusa lanciata dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel discorso sullo Stato dell’Unione avvisando: “Non limitiamoci a opporci a tutto ciò, ma lottiamo insieme per la nostra idea di Europa”.
Una scelta “chiara”, l’ha definita, chiedendo retoricamente: “Vogliamo un’Europa forte e indipendente che difenda i propri valori nel mondo? Oppure lasciamo che le nostre democrazie vengano minate dai rappresentanti e dai burattini degli autoritari?”. La presidente ha quindi proseguito: “Conosciamo tutti le minacce che dobbiamo affrontare. Man mano che i vecchi presupposti e i rapporti si sono logorati, ci troviamo ora a fare i conti con un mondo apertamente ostile”. Riferendosi all’invasione dell’Ucraina, ha aggiunto: “Una guerra territoriale di aggressione infuria nel nostro continente; altre sono scoppiate nelle vicinanze”.
E ha lanciato la proposta di un “Articolo 4 europeo, ovvero un Protocollo di sicurezza d’emergenza” contro gli attacchi ibridi, ha detto riferendosi all’articolo 4 della Nato che prevede una consultazione tra gli Stati membri in caso di minaccia all’integrità. La sua declinazione interna all’Unione dovrebbe prevedere, dice, che “quando attivato da uno Stato membro, tutti gli Stati membri si riunirebbero per coordinare una risposta europea, per scoraggiare un’ulteriore escalation e per mitigarne l’impatto”.
Ce n’è un “urgente bisogno” così da poter “rispondere a determinati incidenti” e di “avere un proprio manuale di contrasto agli attacchi ibridi” che “minacciano chiaramente la nostra sicurezza nazionale”. In altre parole, come ha detto lei stessa, “un meccanismo per aggirare l’articolo 4 della Nato”. Non solo: “Dobbiamo spingerci ancora oltre. Da tempo discutiamo di un formato di leader incentrato sulla sicurezza del nostro continente, con il coinvolgimento di partner come Canada, Norvegia, Ucraina, Regno Unito e altri. Ciò è ancora più urgente ora, vista la natura e la portata dei rischi in gioco. Per questo motivo presenteremo le nostre idee per rendere realtà un Consiglio di sicurezza europeo”, ha annunciato.
Ma le sfide che l’Unione ha davanti, ha aggiunto von der Leyen, riguardano anche gli Usa e la Cina: “Una lotta per le capacità industriali sta plasmando la concorrenza globale”. Il deficit commerciale con Pechino, ha sottolineato, “ammonta ormai a un miliardo di euro al giorno”, è insomma arrivato a “un punto critico” con “alcuni” che “parlano di un imminente ‘secondo shock cinese’, ma la realtà è che è già in atto” e “ne vediamo gli effetti nelle nostre comunità e nelle fabbriche di tutta l’Unione”, poiché “sta portando alla deindustrializzazione dei cuori pulsanti dell’industria europea”. In altre parole: “È una situazione insostenibile”. Per questo, ha detto ancora, “abbiamo avviato un dialogo con la Cina per riequilibrare i nostri scambi commerciali” che ora “deve ora tradursi in risultati concreti”. In questo contesto, secondo la presidente, è necessario “ripensare urgentemente le nostre partnership” e chiede quindi collaborazione al premier canadese Mark Carney per “aprire le porte al Canada affinché diventi il primo membro associato dell’Ue” così da “creare uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica”. Una partnership “non contro qualcun altro, ma per la nostra forza comune”, ha aggiunto.
In questo scenario, secondo von der Leyen, è in corso “una battaglia di narrazioni sta cercando di indebolire la fiducia nell’Europa, di paralizzare le nostre democrazie”. Ma le preoccupazioni delle persone “non sono legate solo a queste grandi minacce globali”. Gli effetti delle numerose crisi “si fanno sentire su molte famiglie europee, non da ultimo sul costo della vita o sull’alloggio”, ha sottolineato. “Queste preoccupazioni concrete vengono strumentalizzate per creare divisioni tra di noi. A volte dall’esterno e troppo spesso dall’interno. Ma la nostra strada è chiara: costruire un’Europa indipendente che abbia il potere di agire. Nulla può distoglierci da questo obiettivo. Perché in questo mondo, il destino dell’Europa deve rimanere nelle mani degli europei”, ha ancora rimarcato von der Leyen.
Per farlo, ha spiegato la presidente della Commissione, ci sarà anche bisogno di entrare nella partita dell’intelligenza artificiale: “L’AI Act è un elemento cruciale e pone l’Europa nella posizione di poter orientare gli sforzi globali su come affrontare la questione. Pertanto intensificheremo il nostro impegno insieme ai partner che condividono la nostra visione, come il Canada e il Regno Unito“. Come? “Vogliamo collaborare sulla valutazione dei modelli, la verifica, l’allerta precoce, la sicurezza dell’IA e molto altro: inviterò i principali laboratori all’avanguardia a un dibattito su come possiamo sostenere gli sforzi in corso per stare al passo con le innovazioni”.