Moda e Stile

“Cerco responsabilità, non soldi”: Kim Kardashian chiede solo un euro di risarcimento per la rapina da 10 milioni subita a Parigi

A dieci anni dall'assalto all'Hôtel de Pourtalès, si chiude il processo civile. L'imprenditrice, legata e terrorizzata dai "nonni rapinatori", ha preteso una cifra simbolica: "Credo nel potere della crescita". Indennizzi a sei cifre per il receptionist traumatizzato

di Redazione Moda
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I "nonni rapinatori" e il perdono in tribunale - 2/3

La rapina si consumò nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2016, durante la Settimana della Moda. Un gruppo di uomini col passamontagna, travestiti da poliziotti, fece irruzione nella suite. Kardashian, appena uscita dalla doccia e in accappatoio, fu imbavagliata e legata. Durante le udienze, la star ha testimoniato di aver temuto per la propria vita e di aver pensato di essere uccisa o stuprata durante quei drammatici istanti, resi ancora più concitati dal fatto che gli aggressori parlavano esclusivamente in francese.

La stampa transalpina ribattezzò subito la banda come “i nonni rapinatori” (les papys braqueurs) per via dell’età avanzata dei suoi componenti. Il processo penale si è concluso a maggio del 2025 con la condanna di otto persone per reati legati al colpo. Tra questi figura la mente dell’operazione, Aomar Ait Khedache, all’epoca dei fatti 69enne, condannato a tre anni di carcere. Proprio a lui, durante un’udienza del 2025, Kardashian si era rivolta direttamente in aula: l’imprenditrice gli ha comunicato di averlo perdonato, precisando però che tale gesto non cancella in alcun modo il profondo trauma generato dagli eventi. “Anche se non dimenticherò mai quello che è successo, credo nel potere della crescita e dell’assunzione di responsabilità”, ha sottolineato la vittima.

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