Francesca Barra e la difficoltà di essere genitore - 3/3
Nel corso dell’intervista c’è spazio anche per riflettere sulle paure che da madre prova per i propri figli in un mondo che incute sempre più timore: “Io uscivo in bicicletta di notte, andavo al mare da sola, entravo in pineta, mi tuffavo, leggevo un libro e rientravo. Oggi non lo farei più nemmeno io, figuriamoci farlo fare a mia figlia”, spiega. Come aiutare allora i ragazzi a districarsi in una società come quella odierna? “Se metti dei paletti prima, fai patti prima, educhi i figli a fare esperienza prima – con tutta la fatica che questo comporta, a partire dal saper dire dei no – diminuisce il rischio che tuo figlio passi ore indisturbato in quei sottomondi” prosegue la giornalista e scrittrice, che ammette come la difficoltà di essere genitori stia nel fatto che “per paura di non essere amati dai figli temiamo che un no ci costi il loro affetto”. “Sono spaventata dall’alcol che circola tra i ragazzi”, fa sapere ancora “se ne parla poco perché non muove lo stesso giro d’affari dei social. Da madre di un ventenne, sono scioccata da quanto bevono i ragazzi dai 15-16 anni in su, ragazze comprese”. Allo stesso tempo Francesca Barra è convinta che ad alimentare le paure sia il modo di raccontare il mondo: “La narrazione evidenzia il peggio, perché serve a livello politico, per fare hype, per tenere l’attenzione, e abbiamo smesso di raccontare il bello, la comunità, i luoghi”, conclude.