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“Sono quasi morta. Ho visto cinque sfere luminose che mi parlavano in un linguaggio digitale, non avevo paura. Chiedevo loro: ‘Devo rimanere qui o devo morire?’”: il racconto di Sharon Stone

Nel podcast Mayim Bialik’s Breakdown, l’attrice racconta l’esperienza vissuta dopo l’ictus del 2001: le cinque sfere luminose, il “linguaggio digitale”, la paura di morire e il legame con la successiva battaglia per l’affidamento del figlio Roan

di Redazione FqMagazine

"Non so se devo rimanere qui oppure morire" - 3/3

L’attrice collega poi l’apparizione di quelle sfere a ciò che sarebbe accaduto alcuni anni dopo nella dolorosa vicenda dell’affidamento del figlio maggiore, Roan. “Continuavo a dire loro: ‘Non so se devo rimanere qui oppure se devo morire’”, ha raccontato. “E loro dissero: ‘Devi restare’. E io risposi: ‘Posso restare soltanto se due di voi rimangono con mio figlio. Perché non voglio che resti solo e penso che me lo porteranno via’”.

All’epoca Roan aveva appena un anno. Stone e l’allora marito Phil Bronstein lo avevano adottato nel 2000. Dopo il divorzio, nel 2004, l’attrice perse l’affidamento del bambino, una vicenda che negli anni ha raccontato come uno dei momenti più traumatici della propria vita. Stone ha spiegato di non aver avuto paura di quelle apparizioni. Al contrario, ha detto di essersi sentita curiosa e profondamente in pace. E l’esperienza, a suo dire, avrebbe cambiato radicalmente il suo modo di pensare alla coscienza, alla morte e a ciò che potrebbe esistere oltre ciò che siamo in grado di vedere.

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