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Macron scrive a von der Leyen: “Ora divieto social fino a 15 anni”. Ma la Commissione Ue vuole l’asticella a 13

Lo psicologo Lavenia: "Soglia europea è un compromesso che non tutela". Affinita (Moige): "Gioco al ribasso sulla protezione dei minori. Raccolte 40 mila firme per l'asticella a 16 anni". 52 europarlamentari scrivono a Ursula e citano le sue parole: “È tempo di trattare i social media come il fumo e l’alcol"
Macron scrive a von der Leyen: “Ora divieto social fino a 15 anni”. Ma la Commissione Ue vuole l’asticella a 13
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Dopo le parole, dure, contro i social network per i danni ai minori, l’Europa rischia deludere nei fatti. Per proteggere bambini e adolescenti dai pericoli per la salute mentale, Bruxelles valuta di imporre il divieto d’accesso ai minori di 13 anni. Ma la Francia vuole l’asticella a 15 anni, come la Grecia. La Danimarca valuta di salire a 16, il limite già fissato dall’Australia. Anche Portogallo, Spagna, Germania, Polonia e Italia discutono proposte di legge. Macron e 52 europarlamentari hanno scritto a von der Leyen, tra fine agosto e inizio settembre, per accelerare sul divieto di accesso ai social per i più giovani, dopo la stangata Usa contro Meta.

Lo psicologo Giuseppe Lavenia critica la soglia Ue: “13 anni? Una scelta più di compromesso che per proteggere i ragazzi. A quell’età non si può riconoscere una manipolazione, reggere il giudizio degli altri o capire perché un algoritmo continua a mostrare proprio quel contenuto. E il consenso di un genitore non rende un figlio più maturo: una firma non modifica lo sviluppo emotivo di un adolescente”, dice a ilfattoquotidiano.it il presidente dell’associazione Di.Te, contro le dipendenze tecnologiche. Anche il Moige (Movimento italiano genitori) contesta l’asticella: “L’Europa gioca al ribasso sottovalutando studi scientifici e dimenticando le richieste delle associazioni delle famiglie – mette in guardia il direttore generale Antonio Affinita, interpellato da ilfattoquotidiano.it – Molti esperti e psicologi indicano 16 anni come soglia d’ingresso ai social: per fissare l’asticella a quell’età abbiamo raccolto più di 38 mila firme ma l’obiettivo è arrivare 40 mila”.

Dopo la stretta Usa, Macron e il Parlamento Ue incalzano von der Leyen

Intanto, negli Stati Uniti, Facebook e Instagram affrontano la stretta sul design imposta dall’accordo con 52 procuratori generali, annunciato il 26 agosto. Così Meta evita i tribunali e salva l’algoritmo, ma ai minori dovrà garantire limiti orari di fruizione, notifiche contingentate, like nascosti, lo scroll delle pagine non più infinito (e altro ancora). E in Europa? Business as usual, affari come al solito per le piattaforme. Nessun giro di vite, in attesa che von der Leyen lanci la proposta della Commissione sui limiti di età per accedere ai social network. Annunciata il 13 luglio luglio, è attesa per l’autunno. Ma il timore è che la montagna partorisca il topolino.

Macron ha spronato von der Leyen ad un ban per i minori di 15 anni, per “proteggere tutti i bambini dell’Unione”, in una lettera visionata dall’agenzia Afp datata 29 agosto. Gelida la risposta odierna di un portavoce della Commissione: “Posso confermare che abbiamo ricevuto la lettera, e questo è tutto”. Nella missiva, Parigi ha invocato “un nuovo testo europeo”, dopo che ad agosto il Consiglio costituzionale francese ha bocciato la proposta già approvata dall’Assemblea nazionale. Ma L’Eliseo intende “trovare una soluzione questo autunno” con una nuova proposta. Il 3 settembre 52 europarlamentari hanno firmato una missiva invitando l’Europa ad affrettare i tempi dell’indagine sui danni dei social network. La conclusione preliminare della Commissione è giunta, tranchant, il 10 luglio: le piattaforme sono progettate per generare dipendenza, dunque devono cambiare design. “Quello che Meta considera infondato a Bruxelles, ora lo offre davanti a un giudice americano”, hanno commentato gli europarlamentari nella loro lettera, invocando sanzioni per Meta in virtù della violazione del Digital service act. Oppure il colosso, per tutelare i minori del Vecchio Continente, accetti vincoli stringenti come quelli d’Oltreoceano: ecco la richiesta dei deputati Ue a von der Leyen. Perché “gli adolescenti europei valgono quanto quelli americani”. La lettera cita le parole di von der Leyen: “È tempo di trattare i social media come il fumo, l’alcol e i contenuti per adulti”.

Contro le piattaforme, in Europa i toni sono duri. “Meta e TikTok offrono ai nostri bambini e ai nostri cittadini nell’Unione europea servizi altamente dipendenti e dannosi. Continuano a guadagnare sulla salute e sul benessere dei nostri cittadini. Non lo tollereremo”, ha ribadito il portavoce della Commissione Thomas Regnier, lo stesso giorno della lettera dei 52 indirizzata a von der Leyen, il 3 settembre. “Vogliamo essere rapidi ed efficaci e applicheremo con forza la nostra legislazione – ha aggiunto perentorio – Se le piattaforme non agiscono, faremo di più da parte nostra per proteggere i nostri ragazzi”. Ma la galassia delle associazioni chiede più di un divieto fino a 13 anni (derogabile con il consenso dei genitori). E diversi esperti sono d’accordo.

L’Ue verso la soglia dei 13 anni, Lavenia: “Alzare l’asticella a 16, e prima serve il Patentino”

L’Europa ha diviso in 4 categorie i giovani fruitori di internet e social network. Sotto i tre anni, nessun accesso a schermi. Dai 3 ai 13, ingresso nel mondo online limitato e controllato da un adulto. Dai 13 ai 15, maggiore indipendenza con la riduzione del controllo parentale. Da 15 ai 18 accesso libero, ma solo su piattaforme con design sicuro, senza rischi di dipendenza e danni psicologici. Le raccomandazioni sono il frutto di uno studio firmato dagli esperti Jörg M. Fegert e Maria Melchior, consulenti speciali della Commissione Ue, a capo del panel speciale sulla sicurezza dei minori online.

Lo psicologo ed esperto di dipendenze, Giuseppe Lavenia, propone un percorso un diverso: “Divieto fino a 16 anni, ma dai 14 e per due anni dovrebbe essere obbligatorio un percorso per prendere un Patentino digitale”. Di cosa si tratta? Due anni veri di formazione, per spiegare gli algoritmi e l’intelligenza artificiale, cosa accade ai dati personali, quali conseguenze può avere la diffusione di una foto, come si riconoscono una manipolazione, una fake news o un uso che sta diventando dipendenza. Alla fine serve un esame. Senza Patentino non si accede autonomamente a social e IA”. Social network e Ia come l’automobile: prima di usarli serve una certificazione? “Certo, e come la patente si perdono punti”. In quali casi? “Violazioni gravi e accertate, dal cyberbullismo alla diffusione di immagini intime senza consenso. Finiti i punti, l’accesso viene sospeso e per recuperarli serve un nuovo percorso educativo”. Antonio Affinita concorda con la proposta di Lavenia: “Abbiamo già presentato le nostre obiezioni alla Commissione Ue, dicono di essere dalla parte dei genitori, ma allora basta accanirsi su madri e padri: non possono controllare h24 l’uso dello smartphone da parte dei loro figli, per questo serve il divieto”.

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