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Crescono i morti nelle carceri italiane: sono 184 nei primi otto mesi dell’anno. Record di decessi per cause da accertare

Il report del Garante dei detenuti aggiornato al 31 agosto: secondo i dati ministeriali i suicidi sono stati 49, quattro in meno rispetto al 2025
Crescono i morti nelle carceri italiane: sono 184 nei primi otto mesi dell’anno. Record di decessi per cause da accertare
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Nelle carceri italiane sono morti 184 detenuti nei primi otto mesi dell’anno, 17 in più rispetto ai 167 registrati nello stesso periodo del 2025. Lo comunica il Garante dei detenuti nell’aggiornamento del proprio report sui decessi nei penitenziari. Secondo i dati forniti dal Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, cala il numero dei suicidi, che sono stati 49, quattro in meno rispetto al 2025; aumentano invece i decessi per cause naturali (da 76 a 88) e quelli accidentali (da due a otto). Rilevati quest’anno anche due omicidi, mentre nel 2025 non ne erano stati segnalati. Registrati, infine, 37 decessi per cause da accertare, uno in più dello scorso anno: è il valore più alto del quinquennio 2021-2026.

Le morti in carcere, sottolinea il Garante, sono infatti “divise in cinque categorie principali: suicidi, decessi per cause naturali, decessi per cause da accertare, decessi accidentali e omicidi”: nello specifico, nei “decessi per cause da accertare” rientrano quei casi la cui la causa del decesso, al momento della rilevazione statistica, non è ancora stata determinata con certezza, per via, per esempio, della necessità di approfondire in un secondo momento gli accertamenti medico-legali, oppure perché sono in corso delle indagini giudiziarie.

I dati del report si inseriscono in un contesto di sovraffollamento sempre più grave: dal 2021 al 2026 la popolazione carceraria è aumentata del 20%, passando da 53.758 a 64.489 unità. Inoltre, a fronte di 46.343 posti reali, il tasso medio di sovraffollamento al 28 luglio 2026 (indicato nel report di metà anno dell’Associazione Antigone) è del 139,7%, con 5 regioni in cui supera addirittura il 150%.

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