Disabilità e università a numero chiuso: il Consiglio di Stato autorizza il trasferimento in sovrannumero
Una novità positiva e molto importante per gli studenti universitari con disabilità che si trovano in gravi condizioni di salute arriva con una sentenza del Consiglio di Stato. I giudici hanno sancito il diritto degli studenti con gravi disabilità, con documentate esigenze di cura o assistenza, che superano il test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso al trasferimento anche se in sovrannumero nella sede universitaria più vicina alla propria residenza. A rendere nota la sentenza il 23 settembre è stato il Garante dei diritti delle persone con disabilità del Comune di Napoli, Maurizio Bertolotto, oltre al responsabile dello sportello Orienta studi del Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, il professor Alessandro Pepino. La decisione è significativa perché si stabilisce per legge che il numero programmato non costituisce necessariamente una barriera assoluta quando uno studente con disabilità presenta esigenze sanitarie e bisogni assistenziali documentati che rendono particolarmente gravosa o concretamente incompatibile la frequenza nella sede assegnata.
Finora la normativa vigente obbligava nei fatti lo studente a scegliere tra rinunciare agli studi o andare in un ateneo senza supporti adeguati rispetto alla propria condizione di disabilità. Il Consiglio di Stato ribalta lo schema e pone al centro la tutela della salute e il diritto allo studio. È un precedente giurisprudenziale nazionale. D’ora in poi gli atenei non potranno più opporre il “numero chiuso esaurito” a uno studente con disabilità che ha bisogno di vicinanza per motivi di cura. “La decisione nasce dalla battaglia intrapresa dalla famiglia di una candidata napoletana che non si è arresa di fronte ai dinieghi degli atenei”, commenta Bertolotto, “aprendo un precedente di primaria importanza per il sistema universitario italiano”. Il Garante locale dei diritti delle persone con disabilità aggiunge che “fino ad oggi, i meccanismi di scorrimento della graduatoria nazionale costringevano spesso gli studenti a rinunciare al diritto allo studio o alla frequenza dei corsi di laurea in sedi prive dei necessari supporti logistici e assistenziali”. La pronuncia dei giudici amministrativi stabilisce nero su bianco il dovere di garanzia dell’accessibilità e inclusione dello studente con disabilità grave presso un ateneo idoneo e prossimo alla propria residenza. “La novità”, conclude Bertolotto, “si applica a tutti i corsi di laurea a numero programmato e rappresenta un passo decisivo verso un’università concretamente inclusiva, capace di abbattere non solo le barriere architettoniche, ma anche quelle burocratiche che limitano le aspirazioni formative dei giovani con disabilità”.
Quindi, nel caso di uno studente che ha superato positivamente il test d’ingresso e ha ottenuto ad esempio Medicina in un’altra città, la richiesta può essere impostata non come un normale “trasferimento perché preferisco un’altra università”, ma come giusta possibilità di richiesta di trasferimento eccezionale per gravi e documentate esigenze di salute/disabilità, anche in sovrannumero. Bisogna dimostrare il nesso esistente tra la condizione dello studente e la necessità della sede alternativa. Per la prima volta in Italia un diniego fondato esclusivamente sull’esaurimento dei posti può essere contestato, sostenendo che l’amministrazione aveva l’obbligo di esaminare la situazione individuale e la possibilità di una soluzione eccezionale, date le condizioni del richiedente. Questo non significa che il giudice ordinerà automaticamente l’iscrizione, piuttosto che l’università non può necessariamente chiudere la pratica con il semplice dato numerico dei posti disponibili. Infine è però importante non confondere questo con una “nuova quota di posti per disabili” prevista attualmente dalla legge, dato che non è questo che emerge dalla sentenza del Consiglio di Stato. Si tratta invece di una deroga ottenuta attraverso la valutazione della specifica situazione individuale dello studente con gravi disabilità.