Tim Curry è morto lo scorso 25 agosto nella sua abitazione di Toluca Lake, a Los Angeles, all’età di 80 anni. Secondo i documenti ufficiali del Dipartimento di Sanità Pubblica della contea di Los Angeles, ottenuti dalla rivista People, la causa del decesso è stata attribuita a una malattia coronarica.
La scomparsa dell’amato attore britannico era stata confermata il giorno successivo dalla sua manager e amica Marcia Hurwitz. Curry ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema e della televisione, conquistando generazioni di spettatori con interpretazioni straordinarie e cariche di personalità.
Il grande pubblico lo ricorderà soprattutto nei panni di Frank-N-Furter, il memorabile protagonista del film cult “The Rocky Horror Picture Show” del 1975, e in quelli del terrificante clown Pennywise nella celebre miniserie televisiva “It” del 1990, tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King.
Nei documenti, oltre alla malattia coronarica, sono indicate come condizioni significative che hanno contribuito alla morte anche una precedente storia di ictus e un tumore al rene.
Curry aveva subito un grave ictus nel 2012. In un’intervista del 2025 con Ben Mankiewicz, conduttore di Turner Classic Movies, aveva raccontato di essersi sentito bene al momento dell’evento, fino a quando il massaggiatore che lo stava trattando non si era preoccupato per le sue condizioni e aveva suggerito di chiamare un medico.
“Mi sentivo bene. Non avevo sintomi di cui fossi consapevole. Non avevo dolore”, aveva ricordato l’attore, spiegando di essersi spaventato anche perché suo padre era morto a causa di un ictus quando lui aveva dieci anni. Dopo aver subito un ictus, Tim Curry era stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico, seguito da un lungo e impegnativo percorso riabilitativo. L’attore aveva pubblicamente raccontato di aver dovuto riacquistare la capacità di parlare e di aver riportato una paralisi permanente sul lato sinistro del viso.
Nel corso della sua carriera, Curry aveva dato prova del suo eclettico talento recitando in numerose produzioni di grande rilievo, tra cui “Mamma, ho perso l’aereo 2 – Mi sono smarrito a New York” e “Legend”, oltre a una vasta serie di opere cinematografiche, televisive e teatrali che ne hanno consacrato il nome nel panorama dello spettacolo internazionale.