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“Quando facevo la modella gli standard di magrezza erano rigidissimi: colazione e poi due frutti al giorno. Ho cambiato vita e sono arrivati i social, con cifre non comparabili. Ero incredula”: parla Paola Turani

Dalla scelta di ridurre la presenza sui social all’addio al red carpet di Venezia, fino alla maternità e alla passione per la pittura: la modella e influencer racconta al Corriere come sono cambiate la sua vita e le sue priorità

di Redazione FqMagazine

"Tutto quello che è successo nella mia vita professionale è nato grazie ai social" - 2/2

Dall’incontro con il marito alla pittura, che oggi occupa uno spazio sempre più importante nella sua vita — “Continuare a dipingere è il mio desiderio più grande… Nel futuro mi immagino nella mia casa intenta a dipingere su commissione e a preparare mostre” — Turani traccia anche un bilancio della carriera costruita online: “Tutto quello che è successo nella mia vita professionale è nato dai social. All’inizio non ci credevo molto a questa professione, era un divertimento. Avevo 26 anni e lavoravo nella moda ma non vedevo un futuro lungo in quell’ambiente”.

A pesare erano soprattutto gli standard imposti alle modelle in quegli anni: “Erano i primi anni 2000 e gli standard erano rigidissimi: iper magrezza. Ho attraversato un periodo in cui mangiavo veramente poco”. E per “poco” Turani intende “colazione e poi due frutti in tutta la giornata. Si saltavano i pasti, era un meccanismo pericoloso. Non si andava neanche in palestra perché non bisognava mettere muscolo”.

Un periodo che racconta come molto difficile e che l’ha spinta, appena ne ha avuto la possibilità, ad allontanarsi dalle passerelle per continuare a fare la modella a modo suo. La svolta arriva intorno al 2015-2016, quando i brand cominciano a investire sempre di più sui social e le opportunità cambiano radicalmente: “le cifre – dice – non erano comparabili. Ero davvero incredula”.

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