Quando George Clooney ha incrociato i suoi occhi azzurri, ha creduto di trovarsi di fronte all’esemplare perfetto dell’uomo mediterraneo dai tratti normanni. Invece, l’uomo che da un quarto di secolo accoglie l’élite mondiale a picco sulla Grotta Azzurra è un montanaro purosangue. Roberto Bonetti, 61 anni, storico direttore del ristorante “Il Riccio” di Anacapri, è nato a Morbegno, in Valtellina. Parla quattro lingue, comprende il napoletano e gestisce uno dei locali più esclusivi del globo. Intervistato dal Corriere della Sera, ha ripercorso la sua parabola professionale, costellata di incontri eccezionali.
Nonostante la distanza geografica tra le Alpi e il Golfo di Napoli, per Bonetti la rotta era tracciata. “Io ho affrontato un percorso articolato prima di approdare sull’isola, ma ho capito molto presto che il mare era nel mio destino”, spiega il direttore. “Eppure ho la montagna nel cuore. Ma da quasi venticinque anni sono a Capri, dove ho la sensazione di sentirmi a casa”.
Dopo la gavetta estiva a Porto Cervo, quella invernale a Sankt Moritz e sei anni di direzione al Four Seasons di Milano, nel 2002 è approdato al Capri Palace su intuizione del general manager Ermanno Zanini. Nel 2009 prende forma il progetto de “Il Riccio”, voluto dall’allora patron Tonino Cacace, che “voleva dare al suo hotel un accesso esclusivo al mare, creando un raffinato stabilimento balneare con una parte dedicata a un ristorante di lusso”.