Nicole ha ricominciato a vivere dopo 7 minuti di rianimazione - 2/2
Ma l’équipe medica non si è arresa nemmeno su Nicole. Dopo sette lunghissimi minuti di manovre di rianimazione, il suo cuore ha ripreso a battere. La battaglia però non era finita: la donna aveva subito un’emorragia massiva. Come ha spiegato la chirurga Erin Nance, “questo tipo di emorragia può verificarsi quando l’utero non si contrae correttamente dopo il parto, soprattutto in caso di cesareo, provocando una perdita di sangue continua”. Per fermarla e salvarle la vita, i medici sono stati costretti a rimuoverle l’utero.
Il dottor J Mack Slaughter, medico d’urgenza, ha spiegato che “il sanguinamento principale proveniva proprio dall’utero, e la sua rimozione ha permesso di cauterizzare tutti gli altri vasi sanguigni della zona”.
Nicole è stata dimessa una settimana dopo quella giornata che ha rischiato di costarle la vita. “Questa esperienza mi ha cambiato il modo di amare, di perdonare e di vivere questa nuova vita che mi è stata restituita”, ha raccontato.
A causare l’arresto cardiaco, secondo i medici, sarebbe stata “un’embolia di liquido amniotico“, complicazione rara ma potenzialmente fatale del parto, che si verifica quando liquido amniotico o materiale fetale entra nel flusso sanguigno della madre scatenando una reazione catastrofica, che può portare a insufficienza cardiaca e polmonare, emorragie, arresto cardiaco, danni cerebrali e morte.