Una truffa che non parte necessariamente da un clic - 2/4
Secondo quanto riportato da il “Corriere della Sera”, a rendere questa nuova ondata particolarmente delicata è il fatto che, secondo la segnalazione della Polizia di Stato, alcuni episodi presentano caratteristiche riconducibili ai cosiddetti attacchi “zero-click”. In altre parole, l’utente non deve necessariamente cliccare su un collegamento sospetto o aprire un allegato per permettere la compromissione del dispositivo.
Le vulnerabilità individuate riguarderebbero versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp su dispositivi Apple. Una volta ottenuto l’accesso, l’account può essere sfruttato per inviare messaggi a persone che hanno già un rapporto di fiducia con il proprietario. È un aspetto importante anche perché in alcuni casi segnalati non sono comparsi dispositivi estranei nella sezione “Dispositivi collegati” di WhatsApp. Non sempre, quindi, un controllo superficiale di quella schermata è sufficiente per escludere che qualcosa sia successo.
Il fenomeno, peraltro, non sarebbe comparso soltanto nelle ultime settimane. Già nei mesi scorsi erano state raccolte segnalazioni con caratteristiche simili, che hanno coinvolto diversi modelli di iPhone e versioni non aggiornate del sistema operativo.