Franceschini e il Parkinson, Conte: “Impagabile lezione di coraggio”. Speranza: “Fa sentire gli altri meno soli”
Una “impagabile lezione di coraggio e dignità“. “Ci sono momenti in cui raccontare la propria fragilità diventa un gesto di grande forza“. Dal mondo politico sono tanti i messaggi destinati al senatore del Pd Dario Franceschini che in un’intervista al Corriere della Sera ha raccontato per la prima volta di convivere da sei anni con il Parkinson. Dal suo partito, così come dal Movimento 5 stelle sono diversi gli attestati di stima rivolti all’ex ministro della Cultura.
“Grazie Dario per questa impagabile lezione di coraggio, dignità e forza, in cui non manca neanche un pizzico di autoironia e sereno disincanto che addolcisce il dolore e la sofferenza”, afferma il leader M5s, Giuseppe Conte. “La tua intervista – aggiunge – ci arricchisce tutti e ci ricorda che prima del ruolo, della posizione sociale, degli incarichi c’è l’uomo con le sue piccole e grandi fragilità. Ne faccio tesoro e ne faranno tesoro tante persone che vivono malattie o condizioni di grande difficoltà e che troveranno in queste parole la spinta per non isolarsi, per non nascondersi, per reagire. A te va tutto il mio affetto: ho potuto toccare con mano in questi anni, anche fianco a fianco al Governo, la tua grande perseveranza, la tua capacità di guardare oltre il raggio visivo più immediato, la tua sensibilità istituzionale” aggiunge Conte che conclude: “Abbiamo bisogno di te ed è importante la tua determinazione a non farti sopraffare dalle difficoltà e la battaglia che possiamo fare tutti insieme per le persone che vivono quotidiane difficoltà di salute. Forza Dario, siamo con te”.
“Ci sono momenti in cui raccontare la propria fragilità diventa un gesto di grande forza. E forse, proprio attraverso quelle parole, qualcuno che sta vivendo la stessa esperienza potrà sentirsi meno solo. Grazie Dario”, afferma il deputato Pd Roberto Speranza. “Ho letto tutto d’un fiato l’intervista a Dario Franceschini sul Corriere della Sera. È una di quelle interviste che restano”, scrive sui social Sandro Ruotolo, europarlamentare dem e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd. “Siamo abituati a una politica che deve esibire forza e invulnerabilità. Dario rompe questo schema e manda un messaggio che va molto oltre la politica, soprattutto alle tante persone che convivono con una malattia: non nascondersi, non isolarsi, continuare a vivere, lavorare, amare. Non c’è pietismo in queste due pagine. C’è vita. Riconoscere la propria fragilità non significa essere più deboli. A volte richiede molto più coraggio che mostrarsi forti. Una lezione di vita. E anche una bella lezione per la politica”, conclude Ruotolo.
“Dario Franceschini è un grande politico. Esplicitare una condizione di salute difficile è un atto di onestà e di coraggio. La sua intelligenza, finché ne avrà voglia, serve come il pane al Pd e alla democrazia italiana. A noi l’obbligo di saperla utilizzare”, commenta con un post su Facebook Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd e direttore editoriale della rivista Rinascita: “Franceschini – aggiunge – è anche un amico, per me tra i più cari. Dietro la tecnica della politica vive un mondo pulsante di fede, di sentimenti, di ricordi, di passioni che emerge nei suoi romanzi. C’è in lui un disincanto per certi aspetti del mondo, o forse un controcanto che richiama la vita, sua e degli altri, a cui pensa anche in questa intervista bellissima; invitando le persone che hanno la sua malattia a reagire e combattere. Auguro all’amico caro un’infinita forza“, conclude.
Messaggi anche da Alleanza Verdi-Sinistra. “Oggi Franceschini ha dato a tutti noi una lezione di coraggio e di grande forza pur nella fragilità con cui deve misurarsi quotidianamente. Grazie Dario”, afferma Nicola Fratoianni. Per Angelo Bonelli “la dignità e il coraggio con cui sta affrontando la malattia, scegliendo di condividere anche le proprie fragilità, sono un messaggio prezioso per chi vive la stessa sofferenza. Il suo invito a non isolarsi ci riguarda tutti: nessuno deve essere lasciato solo nella malattia”.
“Io gli sono grato, da amico ma prima ancora che da uomo, per aver condiviso le paure e la bellezza della sua nuova vita”, scrive Matteo Renzi nella enews aggiungendo: “Anche se convive con una malattia difficile, Franceschini è in questo momento – come quasi sempre, peraltro – il parlamentare più lucido di tutti nella lettura della situazione politica. Il fatto che la malattia crei qualche problema al suo fisico non toglie nulla al fatto che Dario è in una forma straordinaria dal punto di vista mentale e dell’analisi politica”. “Grazie per il coraggio. Grazie per la passione, siamo tutti con te. Forza Dario”, scrive su X il l’ex premier Enrico Letta. “La nostra vicinanza a Dario. Mio nonno, Luigi Comencini, ha sviluppato il Parkinson molto presto. Con forza, determinazione e tante cure da parte di tutta la famiglia è riuscito a girare film fino a tardissimo. Un abbraccio grande”, commenta su X il leader di Azione, Carlo Calenda.
“Le parole con cui oggi Dario Franceschini – collega parlamentare che conosco da trent’anni e ho sempre stimato umanamente e politicamente, pur avendo idee diverse – ha annunciato la sua malattia mi hanno colpito in maniera particolare, anche personale”, afferma il senatore della Lega Roberto Calderoli: “Nel 2013 – ricorda il leghista . ho reso pubblica la mia malattia, la mia battaglia, lunga, iniziata un anno prima, contro un difficile tumore, battaglia poi proseguita negli anni, con altri problemi successivi, con una quotidianità ovviamente stravolta da cure, operazioni, medicine e tutto il resto. Ho apprezzato il coraggio e la dignità mostrate da Franceschini, cui rivolgo tutta la mia solidarietà e vicinanza, come le ho apprezzate mesi fa quando l’altro collega senatore Franco Mirabelli aveva annunciato a sua volta di combattere una battaglia contro un’altra terribile malattia: parlarne in pubblico aiuta ad accendere un faro mediatico sulla ricerca, sulla necessità di fare sempre di più per aiutare chi lavora per sconfiggere queste patologie e per sostenere chi ne è colpito. E chi ne parla, chi si espone, come ho fatto io tredici anni fa, come hanno fatto Mirabelli e Franceschini, aiuta tutti gli altri malati, che non hanno una ribalta pubblica e non possono raccontare a un’ampia platea le difficoltà, le sofferenze, le paure, la quotidianità stravolta. Forza Dario, ti sono vicino”, conclude.