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Istituti tecnici diventano licei, critiche sotto il post di Meloni: “Giorgia pensa al carburante e al caro vita”

La presidente del Consiglio ha rivendicato l'intervento per "dare dignità" a scuole considerate di serie B. La maggior parte degli utenti sui social le contesta di non pensare alle priorità del Paese
Istituti tecnici diventano licei, critiche sotto il post di Meloni: “Giorgia pensa al carburante e al caro vita”
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“I docenti continueranno a guadagnare uno stipendio miserabile” scrive Marco Rossi su X. Rincara la dose Alaskaliu: “Invece di aiutare le scuole pubbliche con incentivi per una didattica efficiente, per ristrutturazioni là dove i soffitti rischiano di cadere sulla testa dei nostri ragazzi, la tua brillante idea è quella di cambiare nome”. Sono solo alcuni dei commenti sotto i post su Facebook e su X con cui la premier Meloni ha annunciato il cambio di nome per gli istituti tecnici e professionali, che diventeranno licei tecnologici e professionali. Una scelta, ha sostenuto la presidente del Consiglio, che servirebbe a dare “pari dignità” a istituti spesso “considerati di serie B”.

Secondo le repliche della maggior parte degli utenti, i problemi della scuola sono ben altri: una strutturale mancanza di fondi, oltre agli stipendi degli insegnanti che non crescono. “Ma ci sei mai entrata dentro una scuola? Pensi che solo mettendo la scritta ‘Liceo’ tu abbia risolto tutti i problemi?”, scrive Corrado Trifolelli su Facebook. Addirittura c’è chi, talvolta raccontando la propria esperienza personale, smonta anche la narrazione del complesso di inferiorità degli istituti professionali: “Io ho frequentato un istituto tecnico industriale e non ho mai pensato che fosse inferiore ad un liceo scientifico o classico, anzi, io da diplomato potevo già lavorare, a loro toccava per forza l’università perché uscivano senza competenze specifiche” scrive Stefano su X. Marco Naddeo, su Facebook, è sulla stessa linea: “Se per dare dignità a tecnici e professionali dobbiamo chiamarli ‘licei’, non stiamo forse confermando proprio il pregiudizio che affermiamo di voler combattere?”. La percezione, insomma, è quella per cui si stiano creando dei finti problemi per far vedere che si è capaci di risolverli: “Inventi dei mostri totalmente a caso, metti la mantellina da supereroe e risolvi un problema che non esiste” scrive Marco La Scala su X.

In generale, la percezione è che la questione del nome degli istituti professionali non sia una priorità per le persone. Su Facebook uno dei commenti con più mi piace (oltre 6.500) è di Sebastian Carausu, che scrive: “Giorgia il carburante, il caro vita, gli investimenti in sanità e istruzione, tutele sui contratti, salario minimo, tetto sugli affitti, pronto!!!”. A lui fanno eco centinaia di altri utenti, tutti allineati nel sottolineare come tutti i punti principali del programma elettorale di FdI che avrebbero dovuto impattare davvero sulla vita dei cittadini non siano stati rispettati. Emblematico il commento ironico su Fcaebook di Alessandro Passarelli: “Presidente per le accise bisogna rieleggerla?”.

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