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Caro carburanti, diesel vicino a 2,5 euro in autostrada. Conte: “E il governo si occupa di velo a scuola”. I tassisti minacciano lo sciopero

Secondo l'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit il costo continua a salire. Alcune sigle delle auto bianche evocano la mobilitazione. Bonelli: "Da tempo chiediamo al governo un tetto massimo. Meloni non lo ha mai fatto, mentre Eni ha realizzato decine di miliardi di extraprofitti"
Caro carburanti, diesel vicino a 2,5 euro in autostrada. Conte: “E il governo si occupa di velo a scuola”. I tassisti minacciano lo sciopero
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Nuovi rialzi per i prezzi dei carburanti, sia sulle strade che sulle autostrade. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fatto sapere che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi domenica 27 settembre 2026 il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,159 euro al litro per la benzina (da 2,158 di ieri) e 2,377 euro al litro per il gasolio (da 2,357 di ieri). Sulla rete autostradale il diesel è sempre più vicino ai 2,5 euro al litro: il prezzo medio self è di 2,254 euro per la benzina (ieri 2,252) e 2,459 euro per il gasolio (da 2,439 di ieri).

Tutto questo avviene a poche ore dall’introduzione dei “prezzi calmierati” annunciati da Eni. Una trovata comunicativa (su gentile richiesta di Giorgia Meloni), seguita al dimezzamento dello sconto sulle accise, che comunque non intaccherà i profitti del gruppo controllato dallo Stato, che così toglie anche dal tavolo qualsiasi ipotesi di tassazione degli extra-profitti delle imprese energetiche (qui l’analisi sulla decisione del colosso petrolifero).

Alcuni sindacati dei taxi pronti allo sciopero

I sindacati dei taxi sono pronti allo sciopero. Il caro-carburanti si aggiunge ad una serie di altre criticità che riguardano la categoria e ha portato la situazione a diventare “insostenibile“, spiegano Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti interpellati dall’Ansa. I sindacati hanno già chiesto al governo un incontro, ma se non riceveranno una risposta sarà inevitabile per loro “un fermo del servizio“. Tra le altre questioni in sospeso, dicono, la questione dell’uso delle piattaforme tecncologiche: “Non vogliamo che questo diventi uno strumento per il caporalato tecnologico in questi servizi. E il governo tace”. Il problema principale però rimane il costo di gestione: “Il carburante è aumentato, ma aumenta un pò tutto e diventa insostenibile con la tariffa che il Comune ci impone. Deve intervenire il governo – spiega Nicola Di Giacobbe di Unica Taxi Filt Cgil – con un incentivo come può essere la detrazione fiscale, o sulla possibilità di far fare ai Comuni una tariffa differenziata. Aspettiamo il confronto, ma se non avverrà siamo pronti alla mobilitazione”. “L’idea di uno sciopero c’è, ma non è legata solo al caro-carburanti, che è un problema che porterà probabilmente ad uno sciopero”, c’è anche tutto il problema dei decreti attuativi per mettere a terra la legge che ha riformato la normativa quadro, aggiunge Massimo Longo, responsabile del settore taxi di Uiltrasporti.

Conte: “Carburante, bollette, spesa alimentare? Governo non pervenuto”

Così, sul fronte politico, le opposizioni puntano il dito sull’immobilismo dell’Esecutivo: “Oggi addirittura il gasolio è a 2,5 euro al litro. E il governo cosa fa?”, ha attacco il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte. “L’Eni è intervenuta per autocalmierare con un palliativo i prezzi alle stelle del carburante ma la strategia del governo qual è? Si occupa di che cosa? Del velo nelle scuole? È un problema gravissimo? Per quattro anni, se si voleva occupare delle scuole, doveva fare più investimenti. Dovrebbe prendere i soldi del ponte sullo Stretto, 13 miliardi e mezzo, e metterli nelle scuole dove servono soldi, finanziamenti, non tagli come sta facendo. E comunque l’urgenza italiana è il caro carburante, il caro bollette, l’inflazione, la spesa alimentare ormai alle stelle. È un governo non pervenuto”.

Protesta anche Angelo Bonelli, deputato e co-portavoce di Europa Verde, in un’intervista al quotidiano Il Centro. “Da tempo”, ha detto, “chiediamo al governo un tetto massimo al prezzo dell’energia e dei carburanti. Meloni non lo ha mai fatto, mentre Eni ha realizzato decine di miliardi di extraprofitti. Ora chiediamo un decreto che, vista l’eccezionalità della situazione, fissi in tutte le pompe d’Italia il prezzo dei carburanti ai livelli di settembre 2025: circa 1,70 euro al litro per il gasolio e 1,60 per la benzina”. Bonelli accusa il governo di aver “dilapidato 3 miliardi per tagliare le accise”, sottraendo risorse alla sanità e al trasporto pubblico, e parla di “fallimento totale della politica energetica del governo Meloni”. “Questi sovranisti d’Italia alla matriciana ci hanno reso ancora più dipendenti dal gas e dal petrolio, mentre la Spagna ha puntato sulle rinnovabili abbassando il costo dell’energia”.

I consumatori: “Su un pieno risparmi fino a 9 euro ma soprattutto dove i prezzi sono più alti”

Secondo i dati elaborati da Adusbef a partire da lunedì il tetto massimo ai prezzi fissato da Eni “determinerà un risparmio medio da 9,35 euro su un pieno di gasolio, 8,45 euro su un pieno di benzina” ma “i benefici economici saranno più elevati in quelle zone d’Italia dove i prezzi medi dei listini alla pompa sono più alti rispetto alla media nazionale”. Intanto però il presidente regionale della Federazione italiana benzinai Confesercenti Toscana, Federico Valacchi, dichiarandosi favorevole “a ogni intervento che riduca il prezzo per gli automobilisti” mette in guardia: “Ma il costo non può ricadere su chi lavora con margini di pochi centesimi al litro“, cioè i piccoli gestori. Secondo Valacchi “la decisione di Eni dimostra che esistono spazi per intervenire sul prezzo finale senza necessariamente comprimere il margine dei gestori. È una linea che come categoria sosteniamo da mesi, siamo assolutamente favorevoli a ogni misura capace di alleggerire il costo dei carburanti per famiglie e imprese, purché il peso economico dell’operazione non venga trasferito sul gestore come ultimo anello della filiera”. L’associazione auspica comunque che “iniziative analoghe possano essere adottate anche da altre compagnie e che il tema possa essere affrontato in maniera più generale attraverso un intervento normativo urgente da parte del governo“.

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