Televisione

“Salvo Sottile? Dica quello che vuole ma non è il mio interlocutore. Se devo rispondere a qualcuno, rispondo all’Ad della Rai. Prima di iniziare a Mediaset ero terrorizzato, non immaginavo questi risultati”: così Milo Infante

Il conduttore commenta il debutto su Rete 4, torna sull’addio alla Rai e replica alle polemiche con Salvo Sottile. Poi parla della denuncia ricevuta nell’ambito del caso Garlasco e della sfida degli ascolti nella difficile fascia 11-13

di Giuseppe Candela

"Se un'azienda vuole trattenere qualcuno, ha gli strumenti per farlo" - 2/4

L’uscita della Rai ha però generato scossoni e polemiche: “Io credo che se un’azienda vuole trattenere qualcuno, ha gli strumenti per farlo. Da dirigente Mediaset, se qualcuno dei miei dovesse dirmi me ne vado, potrei fare qualcosa evitarlo. Questo è stato fatto nei miei confronti? Ecco, non direi. Ma la vita è fantastica perché anche se accadono delle cose non bellissime, quando succedono quelle positive te ne dimentichi. E quindi il mio sentimento nei confronti della Rai è di affetto ma non di nostalgia”, aggiunge Infante. Il suo spazio al mattino ricorda per scenografia, impostazione, ospiti e inviati il suo “Ore 14”: “Cosa ci si può aspettare da me? Io sono un cronista, quello che posso fare è raccontare la realtà, approfondire i casi con un’attività di indagine giornalistica, questo so fare. Chi vuole fermarsi al titolo, alla grafica o alla scenografia, faccia pure. Per me contano i contenuti e i contenuti sono quelli che tratto sa sempre. Fabio Fazio cosa fa ora? O Monica Maggioni? Chi ha una riconoscibilità nel suo lavoro porta avanti quella. Questa è la mia narrazione”, replica alle critiche nel corso dell’intervista al quotidiano diretto da Luciano Fontana.

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