Cosa accadde davvero nei 4,6 secondi della turbolenza
A ricostruire cosa accadde sul volo SQ321 è stato il rapporto finale del Transport Safety Investigation Bureau di Singapore, pubblicato nel maggio 2026. A bordo c’erano 211 passeggeri e 18 membri dell’equipaggio. L’aereo stava sorvolando il Myanmar quando fu investito da una violentissima turbolenza, probabilmente provocata da una nube in rapida formazione. La fase più grave durò appena pochi secondi. In 4,6 secondi l’aereo perse circa 54 metri di quota e i bruschi cambiamenti di forza fecero sollevare dai sedili alcuni passeggeri senza cintura, per poi scaraventarli di nuovo verso il basso.
Il segnale delle cinture era stato acceso poco prima, ma la turbolenza più violenta arrivò appena 17 secondi dopo, troppo presto perché l’equipaggio potesse avvertire i passeggeri con un annuncio. Secondo l’inchiesta, nei minuti precedenti i piloti non avevano rilevato condizioni meteorologiche particolarmente pericolose lungo la rotta. Gli investigatori ritengono possibile che il radar di bordo non abbia individuato in tempo la zona di maltempo, anche se non sono emerse prove di un guasto. Il bilancio fu pesantissimo: Geoff Kitchen morì, 56 persone rimasero gravemente ferite e altre 23 riportarono ferite lievi.
Il rapporto finale indica per Geoff Kitchen insufficienza cardiaca ed edema polmonare. Non stabilisce quindi che la sua morte sia stata provocata direttamente dalla paura o dallo shock della turbolenza. Dopo l’incidente Singapore Airlines offrì 10mila dollari ai passeggeri con ferite lievi e un anticipo di 25mila dollari a quelli con lesioni più gravi, in attesa di definire i singoli risarcimenti. Per Linda Kitchen, però, il punto non è soltanto il risarcimento. A più di due anni da quei pochi secondi sopra il Myanmar, vuole capire esattamente che cosa sia successo al volo sul quale era salita con suo marito per iniziare una lunga vacanza e dal quale, a Bangkok, è scesa senza di lui.