Appello agli artisti italiani: sostenete anche voi il Fossil fuel Treaty! Ecco come potete fare
Accademici, scienziati, leader religiosi, premi Nobel, parlamentari, lavoratori del settore medico-sanitario, oltre che comuni cittadini (più di un milione in tutto il mondo): sono alcune delle “categorie” che in questi anni hanno espresso formalmente il loro sostegno all’iniziativa per un Trattato internazionale di Non-Proliferazione dei combustibili fossili, il Fossil fuel Treaty.
Su questo blog ho parlato del Treaty altre volte. L’iniziativa conta sul sostegno, è bene ricordarlo, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del Parlamento Ue e di fatto del Vaticano attraverso il Movimento Laudato Si’. Si è affermata in pochi anni come uno degli strumenti potenzialmente più efficaci per provare a frenare il collasso climatico che ci è scoppiato in faccia (non è che se ne vedano molti altri in giro, tra l’altro…). A oggi vede 18 Paesi impegnati ufficialmente in un percorso negoziale che mira a metterne a punto i meccanismi, in particolare finanziari e legali.
Il Treaty ha attivato un gruppo di lavoro legale globale, grazie al quale di recente ha pubblicato una serie di documenti informativi che delineano la possibile struttura giuridica del trattato (principi, impegni, quadri di riferimento). E il suo direttore, Alex Rafalowicz, è stato ospite ad agosto nientemeno che del podcast Global Insight dell’International Bar Association, la “voce globale” – come si autodefinisce – della professione legale.
Ci torno perché questa che si può definire un’utopia (molto) concreta e urgentemente necessaria ha segnato in queste settimane un altro punto a suo favore. Vale a dire che si è ampliato il numero delle categorie di cui si diceva. Con un ingresso dal peso specifico molto elevato, specie se si ragiona in una prospettiva di comunicazione.
Stiamo parlando della categoria degli artisti. È successo infatti che oltre 200 artisti internazionali, fra cui musicisti, attori, interpreti, poeti, registi, ballerini, scrittori, creatori, hanno sottoscritto una lettera aperta per lanciare un appello ai leader internazionali a sostegno del Fossil fuel Treaty. Fra i nomi più conosciuti di #Artists4Treaty figurano Brian Eno, Jane Fonda, Susan Sarandon, Robert Smith. Mentre già sostenitori dell’iniziativa erano artisti del calibro di Emma Watson, Mark Ruffalo, i Massive Attack, i Coldplay.
Perché gli artisti hanno un peso specifico particolarmente elevato quando decidono di unire il loro nome a una causa? Non è difficile intuirlo. Anzi, lo chiariscono i firmatari della lettera sin dalle prime righe, affermando: “Siamo narratori e sognatori. Siamo messaggeri di emozioni e amplificatori di speranza”. Gli artisti, cioè, hanno una capacità unica di esprimersi e soprattutto di far arrivare a destinazione, al loro pubblico e in generale all’opinione pubblica, il messaggio che intendono veicolare.
Gli artisti regalano emozioni, sogni, speranze, sanno toccare il cuore. Per questo li amiamo. E per questa loro capacità godono di un canale di comunicazione privilegiato, unico, con le persone. Anche su un tema come il clima, infatti, può comunicare di più una canzone, un film, una tela, un testo, uno spettacolo teatrale, che i mille rapporti scientifici che da anni, anzi, decenni hanno lanciato l’allarme sulla crisi climatica. Inascoltati dai più e in particolare da una classe dirigente colpevolmente sorda, alla quale prima o poi si dovrà chiedere conto, come sta iniziando ad avvenire con le climate litigation.
Scorrendo i nomi degli artisti che hanno sottoscritto la lettera, però, quelli dall’Italia sono davvero pochi, si contano sulle dita di una mano. Allora mi permetto da queste pagine di lanciare un appello agli artisti italiani. Soprattutto a chi ha figli e nipoti che, se non si agirà in modo radicale e urgente (ma nulla, purtroppo, lascia credere che le classi dirigenti di cui sopra lo vogliano), dovranno subire impatti della crisi climatica ancora più catastrofici di quelli che già sono sotto gli occhi di tutti.
Artisti italiani, sottoscrivete questa lettera! Potete farlo in pochi clic sul sito del Fossil fuel Treaty. Nessuno sa e può arrivare al cuore delle persone come voi. Amplificate il messaggio che centinaia di artisti di tutto il mondo hanno lanciato ai leader internazionali. Com’è scritto nella lettera: “Invitiamo ogni artista – che dipinga murales o crei melodie, che scriva romanzi o sceneggiature, si esibisca sul palco o per le strade – a usare la propria voce, la propria arte e la propria visibilità per scuotere il mondo unendosi all’appello per un trattato sui combustibili fossili”. Grazie!