A quasi due anni dalla scomparsa di Liam Payne, la sua famiglia ha deciso di parlare pubblicamente per la prima volta in televisione. L’ex membro dei One Direction è morto il 16 ottobre 2024 a soli 31 anni, precipitando dal balcone al terzo piano di un hotel di Buenos Aires, in Argentina, dove si trovava per un soggiorno. Da allora, fan e persone a lui vicine non hanno mai smesso di ricordarlo, ma finora nessun familiare stretto si era esposto davanti alle telecamere.
A rompere il silenzio è stato il cugino Ross Harris, ospite del programma britannico “Good Morning Britain”, oggi 27 agosto, in occasione della pubblicazione di un brano musicale, dedicato proprio al ricordo del cantante. Nel corso dell’intervista, Harris ha voluto restituire un’immagine diversa da quella spesso emersa sui media, descrivendo Liam come una persona “generosa e riconoscente verso i suoi fan”, ma anche profondamente “segnata dal peso della fama”.
Il cugino ha raccontato di aver osservato, negli anni, “una progressiva solitudine dietro il successo”. Secondo Harris, dietro lo sfarzo e le opportunità offerte dalla notorietà si nascondeva per Liam “un senso di isolamento e la difficoltà di capire chi gli fosse davvero vicino per affetto e chi invece per interesse”. Parole che restituiscono il ritratto di un ragazzo capace di conquistare milioni di persone, ma che “faticava a sentirsi realmente compreso a livello personale”.
Il passaggio più toccante dell’intervista riguarda proprio il rapporto tra Liam e l’affetto ricevuto: pur essendo amato da una fanbase sterminata, il cantante avrebbe avuto bisogno di “un legame più intimo e personale, che andasse oltre l’ammirazione del pubblico”. Un dettaglio che il cugino ha voluto sottolineare con delicatezza, specificando come questo non sminuisse in alcun modo la gratitudine che Liam provava verso chi lo seguiva da sempre. “Negli ultimi tempi si sentiva poco amato”, ha poi concluso.